Intransigenti Li Camp: dopo anni di sana gavetta, arrivano oggi con questo “Born To Resist” all’ambito esordio discografico, e lo fanno proponendo un punk rock che non concede (troppe) aperture e contaminazioni verso altri generi, e ponendo avanti alla musica un aspetto di resistenza e di lotta sociale tipico di questo genere musicale.
La avverti subito l’agitazione, sin dall’intro di – emh – “Intro”, per proseguire nella colonna sonora perfetta di un G8 tumultuoso su “Fighting The Teargas” (un titolo, un programma). Non lasciatevi ingannare dagli ottoni ska che, occasionalmente, fanno il capolino in canzoni come “Back To Luddities” o “Survivor”, conferendo al tutto un vago flavour alla Meganoidi, perché tutto poi torna nuovamente ruvido e grezzo come solo un certo punk rock sa essere.
Condite la proposta musicale, piuttosto, con accelerazioni, cambi di tempo e ritornelli cantati con cipiglio epico (“My Choice”), sezioni ritmiche tipicamente nu-metal (“1984”), basso che richiama un forte spirito UK (“My Strenght”) o cadenze crossover da primi e grezzi Guano Apes (“Broken Glasses”). Tutto, però, senza tradire mai lo spirito ribelle del genere musicale d’elezione, spirito che non smette di tormentare (ed, ahimè, rovinare) persino canzoni dai tempi ed arrangiamenti un minimo più rilassati come “Seventeen” e “Angel’s Tears”.
Tutta questa intransigenza di fondo, perfettamente espressa anche e soprattutto dalle timbrica e dall’interpretazione del singer Valentino Gramaccia (nonché da una cover che non lascia minimamente spazio all’interpretazione), fa sì che questo, alla fine dei conti, sia un album unicamente destinato a chi è amante delle sonorità punk.
Già, nonostante tutto quanto scritto sopra, “Born To Resist” si rivela essere un’opera meramente di settore, pregevole se vogliamo nella sua fattura, ma con un'unica tipologia di ascoltatore come obiettivo.
Quindi, se sentite un senso di appartenenza alla musica descritta da queste righe, provate a dare una possibilità a questo quartetto di Foligno, e potreste trovare una piacevole sorpresa; per tutti gli altri, l’opera non ha la forza necessaria per risultare, alle vostre orecchie, rifinita, educata o, semplicemente, interessante.
D’altronde, si sa: l’intransigenza è per definizione una materia ad alto contenuto di esclusività.
Tracklist
01. Intro
02. 1984
03. Broken Glasses
04. Fighting The Teargas
05. Back To The Luddites
06. Your Lies
07. My Strenght
08. Jr. Blue Bears
09. My Choice
10. Seventeen
11. The Heart Of The Streets
12. Survivor
13. Angel’s Tears
14. F.U.C.K.

















