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Cage The Elephant – Neon Pill

Era da diverso tempo che non si sentiva parlare dei Cage The Elephant. Gli ultimi anni non sono stati facili per la band, tra la fine della relazione di Matt Shultz (poi risposato) ed il suo arresto per possesso di armi ad inizio 2023. Il loro ultimo lavoro “Neon Pill” si presenta quindi come una vera e propria rinascita, sia da un punto di vista musicale che personale. Con esso la band sembra difatti aver ritrovato luce dopo un periodo buio. Dal punto di vista prettamente stilistico, invece, il lavoro segna ancora di più un avvicinamento all’indie pop misto ad elettronica, un mondo già esplorato nel precedente “Social Cues”. Non è quindi un caso che a produrlo sia stato John Hill cha ha collaborato con artisti come Shakira, P!nk e Nas.

Il disco si apre con “HiFi (True Light)”, un buon inizio, che lascia intendere immediatamente le premesse dell’album: la volontà di distruggere quelle catene che tenevano la band legata al passato. Si percepisce difatti in maniera molto chiara un distacco dalle sonorità che hanno caratterizzato l’epoca d’oro dell’indie rock, soprattutto in brani come “Rainbow” o la title track in cui, comunque, si sente sempre l’impronta dei Cage The Elephant. Soprattutto la seconda è uno di quei tipici brani che ti portano immediatamente a canticchiare, diventato già un inno al momento della sua pubblicazione per il lancio del disco, anche se non ai livelli dei classici della band come “Cigarette Daydreams”, “Shake Me Down” o “Ain’t No Rest For The Wicked”. In “Float To The Sky” il sestetto sperimenta, arrivando a campionare la voce di Shultz fino a renderla robotica nello special, che suona come un vero e proprio viaggio spaziale. Dalle influenze strokesiane sono invece “Metaverse” e “Good Time” che sembrano uscite direttamente da “Is This It”, album dell’esordio della sopracitata band.

Si ha una sensazione di ritorno nel passato – almeno parziale – con “Ball And Chain”, un pezzo dal forte groove (caratteristico anche di “Shy Eyes”) ed in cui si percepiscono l’aggressività e l’energia dei primi Cage The Elephant. Non mancano i momenti di maggiore intensità emotiva, come quelli regalati dalla dolce “Over Your Shoulder”, che chiude il disco o dalla struggente balland “Out Loud”, in cui gli statunitensi mostrano ancora una volta una maturità nella scrittura invidiabile. Il testo suona come una presa di consapevolezza da cui parte la volontà di liberarsi dei propri demoni interiori. Ed era proprio questo l’intento dell’album, almeno per Shultz. Si percepiscono una nuova vitalità, freschezza, gioia e brani come “Silent Picture” ne sono l’emblema.

Eppure tutto questo non basta: “Neon Pill” non riesce a reggere il confronto con capolavori precedenti al pari di “Thank You Happy Birthday” o “Melophobia”. Mancano pezzi davvero memorabili, così come mancano i Cage The Elephant di una volta. Manca quella rabbia, quell’essere grezzi, un po’ incoscienti. Ma in fondo si cresce, si cambia e sicuramente la band si è evoluta rispetto agli esordi. Tanto per citare gli stessi Cage The Elephant nella loro “Same”, “will we ever be the same?”. La risposta, probabilmente, è no.

Tracklist

1. HiFi (True Light)
2. Rainbow
3. Neon Pill
4. Float Into The Sky
5. Metaverse
6. Out Loud
7. Ball and Chain
8. Good Time
9. Shy Eyes
10. Silent Picture
11. Same
12. Over Your Shoulder

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