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Crazy Lixx – Street Lethal

A due anni dall’ultimo album “Forever Wild”, ecco il ritorno dei Crazy Lixx con “Street Lethal”, il loro settimo lavoro in studio. La compagine svedese è ormai annoverabile tra i grandi di quell’ondata di revival glam metal che all’inizio degli anni 2000 ha portato alla nascita di tantissime band, molto spesso provenienti dalle fredde lande scandinave, come gli Hardcore Superstar, i Reckelss Love o gli H.E.A.T. Si tratta di un fenomeno ormai consolidato e che rappresenta una garanzia per chiunque apprezzi questo genere, capace di portare indietro nel tempo di qualche decennio, quando la roboante scena losangelina degli anni ’80 sfornava un movimento musicale e di costume ormai leggendario.

Band come i Crazy Lixx riescono perfettamente nell’intento perché offrono un prodotto sonoro di alta qualità, campione di easy listening e spensieratezza, che, diciamolo, serve parecchio in questi tempi complicati. “Street Lethal”, edito dalla nostrana Frontiers, è un album completo, dritto al punto, undici tracce per poco più di quaranta minuti di musica che dimostra l’ormai rodata formazione abbia raggiunto la propria maturità musicale e stilistica con un sound che è un marchio di fabbrica e un’attitudine sicura e spavalda.

Dopo un’intro orientaleggiante dal titolo “Enter The Dojo”, gli scandinavi partono subito con una tripletta di brani, “Rise Above”, “Anthem For America” e “The Power”, di grande impatto, che già catapultano l’ascoltatore sotto un palco per un potenziale live in cui alzare le braccia al cielo e intonare questi ritornelli orecchiabili ma possenti: tutti gli elementi caratteristici del genere sono utilizzati a piene mani per garantire efficacia e tiro al sound generale. La seguente “Reach Out” sembra uscita da un disco di Bon Jovi vecchia maniera o dalla colonna sonora di un film alla “Top Gun”, ma mantenendo sempre una chiave moderna di rivisitazione di questo tipo di stile, con chitarre affilatissime e una linea ritmica di basso e batteria meno “cotonate” e più muscolose.

Non manca la classica ballad, “In The Middle Of Nothing”, arricchita dal cantato intarsiato dai cori, che aggiungono spessore alla linea vocale dell’ottimo Danny Rexon e creano l’atmosfera perfetta per accogliere gli assoli epici di Chrisse Olsson e Jens Lundgren. Buona anche la chicca strumentale “Final Fury”, aperta da una base elettronica che viene poi arricchita da giochi di chitarre che suonano un po’ come un semplice esercizio di stile ma che danno al pezzo quella compattezza necessaria per fare da spartiacque del disco in generale e da introduzione all’adrenalinica title track, tre minuti netti di puro hard rock senza compromessi. Anche in “Caught Between The Rock N’ Roll” si sentono richiami di Bonjoviana memoria, specie nell’intro e nel bridge, resta un brano piacevole anche se forse uno dei meno ispirati di tutto il disco. A chiusura del lotto, “Thief In The Night”, un pezzo di ben 7 minuti in cui la compagnie scandinava si lascia andare a tutte le proprie personali divagazioni musicali, come si nota dall’intro e dai minuti finali fatti di schitarrate a briglia sciolta.

C’è poco da sindacare, i Crazy Lixx restano una solida certezza del movimento hard rock scandinavo e una band dal sound coeso ed efficace, che si conferma capace di mantenere il proprio stile senza scadere nella banalità della ripetizione.

Tracklist:

01. Enter The Dojo
02. Rise Above
03. Anthem For America
04. The Power
05. Reach Out
06. Final Fury
07. Street Lethal
08. Caught Between The Rock N’ Roll
09. In The Middle Of Nothing
10. One Fire – One Goal
11. Thief In The Night

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