Finalmente il giorno è arrivato. Siamo a metà giugno in una Milano grigia in cui l’estate sembra non voler arrivare mai, è un venerdì sera qualsiasi, ma qualcosa di speciale sta per succedere. Sono al primo show italiano dei Crosses, progetto goth elettronico di Chino Moreno e Shaun Lopez. Da brava fan di vecchia data dei Deftones — ricordo ancora la prima volta che ho ascoltato “White Pony” è tutto è cambiato, ma magari ne parliamo un’altra volta — non potevo non interessarmi a questo side project, innamorandomene subito. E all’annuncio del Familiar World Tour 2024, con tanto di date italiane, ammetto di aver lanciato un piccolo grido di gioia.

Ma non c’è tempo per passeggiare sul viale dei ricordi, è ora di godersi il live. Entro in un Alcatraz non pienissimo, forse anche per l’orario dato che la serata inizia alle 19:30, ma che si riempie abbastanza in fretta. Un’occhiata al merch, un drink al bar, una sigaretta al volo, e poi ci siamo. Si spengono le luci, inizia lo show.

Vowws

Salgono sul palco i Vowws, gli opener della serata, che avevo già avuto il piacere di vedere live qualche anno fa. La band torna in Italia dopo cinque anni, offrendo al pubblico un assaggio del loro originale death pop. Propongono un repertorio di canzoni dal sound catchy, senza rinunciare all’atmosfera dark, fondendo meravigliosamente influenze diverse come new wave, surf rock, goth e colonne sonore di film. Le loro sonorità calde e oscure avvolgono i presenti, e il gioco di luci sul palco crea un’atmosfera cupa e sognante, così come l’alternanza di voci melodiche e urlate. La scaletta, sebbene relativamente breve, riesce a catturare l’attenzione del pubblico mentre il locale si sta ancora riempiendo, e a gettare le basi perfette per lo show degli headliner.

Setlist

Shudder
Waiting for Me
You Never Knew
F.A.L.
Prague
Casualty
ESSEFF
Impulse Control
Symbol System
Inside Out
Pulls Me Apart
One by One

Crosses

Tempo di prendere un altro drink, fare due chiacchiere, ed è il momento di spostarsi verso la prima fila per godersi finalmente lo show dei Crosses. La tensione dell’attesa si fa palpabile, e alla prima nota di “Invisible Hands” il pubblico esplode in un boato. Sul palco troneggiano le iconiche tre croci illuminate con luci neon, che palpitano a tempo di musica e cambiano colore di brano in brano. Sullo sfondo, le immagini proiettate passano in secondo piano, perché tutta l’attenzione viene catalizzata da quelle croci, dall’enorme e magnetica presenza sul palco di Chino Moreno — chi l’ha visto dal vivo sa di cosa sto parlando — e da Shaun Lopez che gioca con basi e suoni. Ruolo da protagonista ce l’hanno anche le luci, utilizzate per creare silhouette drammatiche o per illuminare parzialmente il duo: un gioco di luci e ombre che rende la loro presenza sul palco ancora più intrigante.

La scaletta procede spedita, senza pause, passando tra pezzi nuovi e vecchi. Tra le prime file si canta, si balla, si rimane a bocca aperta di fronte a uno show così potente e raffinato. Show che riflette perfettamente la fusione di stili e toni contrastanti che si percepisce su disco, e che dà vita a quel sound così caldo e sexy che è la cifra stilistica dei Crosses.

Shaun Lopez dà vita a paesaggi sonori elettronici delicati con linee di synth massicce, per poi far esplodere la sua chitarra fortemente distorta nei momenti chiave. Un suono caldo e freddo al tempo stesso, che crea la cornice perfetta alla voce avvolgente di Chino Moreno. Sebbene i Crosses mostrino il suo lato più melodico, per tutta la durata del live non ha esitato a sfoderare i suoi caratteristici urli strazianti, aumentando l’eccitazione dei presenti e facendo esplodere tutto il pubblico nell’ennesimo boato.

Per un’ora e un quarto circa, i Crosses suonano senza sosta, regalando uno show preciso, imponente e capace di regalare emozioni. Ho deciso di godermi fino in fondo ogni secondo dell’esibizione, consapevole che potrebbe non ricapitare di vederli live — considerando la loro limitata storia di tour in giro per il mondo. Ed è stato uno degli show migliori visti quest’anno, almeno fin qui.

Setlist

Invisible Hand
This Is a Trick
Ghost Ride
Pleasure
Vivien
Sensation
Found
Initiation
Holier
Protection
Pulseplagg
Thholyghst
The Epilogue
Girls Float Boys Cry
Bitches Brew
Big Youth
Untitled (Interpol cover)
Goodbye Horses (Q Lazzarus cover)
Telepathy
Option

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