Humanfly Darker Later
RECENSIONI

Humanfly – Darker Later

Strani, strani davvero questi Humanfly: etichettati come gruppo hardcore, con la loro ultima fatica discografica “Darker Later”, i Nostri si cimentano in ben altre sperimentazioni sonore.

Il nostro viaggio musicale inizia con l'aspettativa di una mazzata sonora di non poco conto, ed invece veniamo accolti da un brano come “This Is Where Your Pearents Fucked”, i cui arrangiamenti (ma non le liriche, come si può evincere dal titolo) sono più vicini alla scena doom che a quella hardcore. Il risultato è straniante ma tuttavia buono, con un’ossessività ed una cadenza ipnotizzanti che possono ricordare vagamente i lavori più sulfurei dei Candlemass. La successiva strumentale “English And Proud And Stupid And Racist” invece è esattamente il contrario: il ritmo diviene più elevato, non c’è spazio per momenti di pausa; stesso discorso vale per “Stew For The Murder Minded” dove si manifesta la voce, o meglio, l’urlo lacerante che impedisce di far carpire all’ascoltatore anche una sola delle parole che stridono contro le ritmiche pressanti. Un growl di chiara derivazione grind parte come un pugno in pieno stomaco durante l’esecuzione di “The Enemy Of My Enemy Is Me”, e mentre l’ascoltatore cerca ancora di ripararsi dai colpi inferti dai Nostri, ecco giungere la titletrack: “Darker Later” è un’inaspettata acustica, sommessa ed oscura nenia che non sfigurerebbe in una setlist dei Tool, o perché no, degli Opeth più personali ed onirici di “Damnation”. La band dimostra di saperci fare e stupisce ancora una volta con la mastodontica “Heavy Black Snow”, ovverosia 17 minuti di pura ossessività psicotica dove l’irruenza degli Humanfly viene mitigata da una voce femminile, la quale comunque non sminuisce di certo il senso di inquietudine che serpeggia nell’ascoltatore, dipingendo nella mente scenari desolanti e devastati.

Gli Humanfly hanno un grande potenziale che mettono a frutto senza troppe difficoltà: possiedono creatività e capacità tecniche e che, seppur non mostruose, garantiscono loro di creare ottimi riff e ritmi ossessivamente ipnotici, il tutto supportato da una produzione nel complesso buona. Un difetto di non poco conto in “Darker Later”, tuttavia, è presente, e consiste nella sua eccessiva eterogeneità: se è vero che tutte le composizioni si assestano su livelli qualitativi complessivamente buoni, è anche vero che compattezza ed organicità globali sono alquanto carenti: pare quasi di esser dinanzi ad un “best of”, piuttosto che ad un album vero e proprio. Sperimentare con più generi e diverse soluzioni musicali è un’ottima cosa, tuttavia sarebbe stato opportuno sviluppare un filo conduttore più consistente tra i vari brani, in maniera da rendere “Darker Later” meno dispersivo e valorizzare le indubbie qualità degli Humanfly. A conti fatti, un’occasione mancata, davvero un peccato.

Tracklist

01. This Is Where Your Pearents Fucked
02. English And Proud And Stupid And Racist
03. Stew For The Murder Minded
04. The Enemy Of My Enemy Is Me
05. Darker Later
06. Heavy Black Snow