Questo non è il semplice disco d’esordio di una band speranzosa, non è neppure il genere di album che ti aspetteresti da un gruppo italiano. Soprattutto, non è un lavoro che ti aspetteresti da dei ragazzi alle prese con il loro primo full length… The Mantra Above The Spotless Melt Moon, quattro ragazzi partenopei con un background ispirato a Pink Floyd, Tool, Muse, Genesis e PFM alle spalle, plasmano un mondo etereo ed eterogeneo, dove inquietudine e pacata leggiadria sembrano convivere armoniosamente grazie a qualche forza che, almeno in un primo momento, pare sfuggire al raziocinio dell’ascoltatore.
“Spaventoso” è il termine che meglio si adatta a “Defeated Songs”, ma non nel significato usuale del termine. È spaventoso perché parliamo di un gruppo composto da musicisti che, pur avendo già militato in altre formaizoni, di per sé non possiedono una grandissima esperienza. Eppure i Nostri son riusciti a creare un’opera musicale di tutto rispetto, con un grado di maturità paragonabile, senza esagerare, a quella di band ben più blasonate ed esperte. È spaventoso anche rendersi conto di come i The Mantra siano riusciti ad unire richiami alla new wave anni ’80 ad atmosfere prese in prestito ai Radiohead ed a Cat Power, il tutto amalgamato da leggere cuciture ora progressive (i primi Yes), ora dissonanti, tipiche di un certo alternative rock (gli Afterhours di qualche anno fa). “Defeated Songs” potrebbe sembrare, alla luce di questa descrizione, un album pieno zeppo di richiami e privo di personalità, con molte citazioni (“Blanca” potrebbe passare tranquillamente per un brano dei primissimi Muse, in “Septembers” troviamo una palese citazione di “Summer On A Solitary Beach” di Battiato) e poche idee proprie. Quasi paradossalmente, invece, la forza del quartetto partenopeo risiede proprio nel prendere gli spunti migliori dei propri modelli per farli propri, smembrandoli, mescolandoli e ricomponendoli in una veste ammaliante e di ottima, pregevole fattura. La produzione del disco è molto curata, valorizza degnamente la grande voce ed interpretazione di Adriana Salomone, contribuendo ad ottimizzare le atmosfere sognanti e raffinate dei brani, e non sfigura di certo se confrontata con lavori ben più rinomati e dispendiosi, a dimostrazione che delle volte basta credere fermamente in un progetto e trovare qualcuno che sappia sfruttare le capacità dei singoli componenti e del gruppo per realizzare un’ottima opera.
I The Mantra Above The Spotless Melt Moon sono una sorprendente, inaspettata e graditissima scoperta, il loro “Defeated Songs” è un debutto eccellente, di quelli che poche altre volte ci è capitato di ascoltare. Pur essendo ancora legati ai loro gruppi ispiratori, non è da tutti riuscire ad elaborare ed amalgamare in maniera così artisticamente sopraffine e personale riferimenti talvolta piuttosto distanti tra loro; questo è anche uno dei motivi per cui non è una sorpresa sapere che un gruppo così promettente sia stato scoperto da un’etichetta straniera, e che i Nostri abbiano una visibilità e di conseguenza seguiti maggiori all’estero piuttosto che all’interno degli italici confini. Teneteli d’occhio, questi ragazzi hanno tutte le carte in regola per fare strada.
Tracklist
01. Golden Mermaids
02. Septembers
03. Mangrove
04. Defeated Song
05. Blanca
06. Clouds
07. Mare (Not Land)
08. Rooms
09. The Inner Season
10. Lines Of Fire Bless The Mountain


















