Non si esce vivi dagli anni ’80, nemmeno se musicalmente l’hai vissuti solo di riflesso. I Diamond Dawn lo sanno bene, ed il loro personalissimo orologio musicale infatti si è fermato alla mezzanotte del primo gennaio 1989, tanto che propongono con una naturalezza anacronistica tastieroni e cori altisonanti, stacchi creati apposta per un contesto live e batteria con quel riverbero che all’epoca pareva indispensabile.
“Into Overdrive” e “Take Me Higher” scaraventano l’ascoltatore in un mondo di capelli cotonati e lo stordiscono senza sosta, “Cryin’” sarebbe potuta essere una delle migliori ballad di quella decade, “Standing As One” è una canzone scritta composta e suonata negli anni Ottanta, punto. Il sottoscritto fa fatica a credere che sia materiale realizzato nel terzo millennio, ma se da una parte è impossibile non chiedersi perché i Nostri si ostinino a riesumare uno stile che già ha dato tutto 23 anni fa, dall’altra è innegabile che il risultato è, proprio per questo, squisitamente alienante. Quando scriviamo bonariamente che quella canzone sarebbe potuta essere una delle più belle ballad degli anni Ottanta, o che quegli stacchi sono dannatamente adatti per un concerto del 1985, in realtà stiamo facendo un sentito complimento al combo di Göteborg: non è facile suonare con queste sonorità e risultare di certo non originali, ma naturali sì.
“Overdrive” è un compendio di Eighties che troverà facili proseliti tra gli amanti del genere e che, nonostante non aggiunga davvero nulla a quanto già ascoltato negli ultimi trent’anni, potrà far muovere a tempo più d’uno stivale borchiato, e magari smuovere anche qualche ciuffo cotonato.
Tracklist
01. Into Overdrive
02. Take Me Higher
03. Crying
04. Standing As One
05. California Rush
06. Indestructible
07. Turn It Up
08. The Hunter
09. Give It All
10. Don’t Walk Away
11. Powergames

















