Direttamente dai Navigli milanesi emergono i La Fonderie, formazione il cui nome richiama uno degli intenti della band: fondere, in un’unica entità, diverse incarnazioni del rock.
E, negli effetti, questi ragazzi ci riescono, poiché questo esordio discografico che risponde al titolo di “Downtown Babele” presenta una prima parte robustamente rock, di quello grezzo ed energico che Vasco Rossi era solito fare agli albori della carriera, mentre la seconda parte dell’opera discografica si concede parentesi maggiormente più alternative, pur senza mai tradire lo spettro ruvido di fondo che viene perfettamente manifestato, tra le altre cose, anche dalla cover del lavoro.
Ora, se pensate che l’operazione possa essere rischiosa e facilmente compromessa da una forte disomogeneità di fondo, direi che ci avete quasi preso; il “quasi”, fondamentalmente, non è dovuto ad un forte senso di in-coesione tra le due anime del disco (anche perché ciascuna di esse sembra avere la propria, confortevole, dimora agli antipodi del disco ottico), quanto dal fatto che la disomogeneità è insita all’interno dei brani.
Forte, difatti, il senso di distacco tra le varie parti della medesima canzone, ed il tutto rende il lavoro difficile da seguire (un perfetto esempio, in tal senso, è “Falafell”); poi, altro problema: la mancanza di novità, di un quid immediatamente riconoscibile. Tutto, difatti, riecheggia in qualche modo familiare nella testa, conferendo al disco un forte senso di “già sentito”, anche se, e qui va decisamente riconosciuto, interessanti sono la fisarmonica che governa la parte conclusiva di “Dimenticar L’Aria” e il crescendo che domina la seconda parte di “Autostrade”.
Altro punto a favore della band, poi, è l’energia delle chitarre, che in un qualche modo riesce sempre a raggiungere l’animo dell’ascoltatore, nonostante i pesanti difetti messi alla luce poco sopra.
Insomma, quello che sto cercando di farvi capire è che questo esordio discografico non è un disastro totale, che i ragazzi possiedono i mezzi per fare bene e necessitano “solamente” di maggiore messa a fuoco e consapevolezza.
Con questa constatazione forte nel cuore, non mi resta che rimanere in attesa della seconda colata prodotta da “La Fonderie”, confidando che la lega risulti più coesa, leggera ma anche più robusta.
Tracklist
01. Cosa Guardi In TV
02. Falafell
03. Esseri Umani
04. Dimenticar L’Aria
05. Giorni Da Vendere
06. Ipnopolizia
07. Tutto Il Tempo Che Mi Dai
08. Come Scivola Un Vestito
09. Autostrade
10. Intanto Passa Una Notte
11. Gigante




















