CONCERTILIVE REPORT

Dream Theater – Top Of The World Tour 2022

Si ringrazia Mattia Schiavone per la collaborazione

Forse sarà scontato dirlo e sta diventando una sorta di cliché: ma quanto è bello rivedere al Forum di Assago e rivivere finalmente le emozioni che solo un concerto può dare. Due giorni dopo la trionfale data dei Ghost, tocca ai Dream Theater battezzare nuovamente l’arena meneghina, punto di riferimento per tutti i grandi concerti della zona.

Il quintetto statunitense torna in Italia per tre date a sei mesi dalla pubblicazione dell’acclamatissimo “A View From The Top Of The World”, ennesima scommessa vinta dei Dream Theater, un lavoro riuscito che si muove tra citazioni dal passato e vertici che solo band di questo livello sono in grado di raggiungere. Dopo la prima data a Roma, come anticipato, il Teatro della seconda serata diventa Milano.

È il sempre fidato Devin Townsend ad aprire il concerto, riscaldando la folla a dovere e dopo la sua esibizione carica dei soliti picchi di istrionismo e talento da fuoriclasse. Nell’ora a sua disposizione, il musicista canadese riesce a proporre un set tratto da quasi tutti gli innumerevoli progetti esplorati in carriera (Strapping Young Lad, Devin Townsend Band ecc). Nonostante l’esclusione dell’ultimo riuscitissimo “Empath”, Devin regala una performance decisamente apprezzabile anche per i fan di vecchia data, confermandosi al top della forma.

Alle 21 in punto i fan milanesi sono finalmente pronti a riabbracciare i Dream Theater, che entrano palco sulle note di “Super Strength” di Nick Phoenix & Thomas J. Bergersen, dando inizio a due ore di puro spettacolo. La genesi dello show è affidata a “The Alien”, primo singolo dall’ultimo album, valso loro un Grammy Award e inevitabilmente protagonista assoluto della serata. La scaletta si snoda, però, attraverso diverse fasi della ultratrentennale carriera della band, che continua con una riuscitissima “6:00”. LaBrie saluta i fan in visibilio, ricordando il primo passaggio nella città meneghina nel 1992 e chiedendosi scherzosamente quanti dei presenti fossero nati all’epoca.

La band inizia a premere sull’acceleratore con “Awaken The Master” e “Endless Sacrifice”, unico estratto da “Train of Thought”, dimostrandosi al top della forma. LaBrie non sbaglia un colpo e viene supportato a dovere dalla sezione ritmica chirurgica, oltre a lasciare più volte la scena ai compagni durante le lunghe sezioni strumentali che caratterizzano i pezzi. Ed è proprio in queste occasioni che un instancabile John Petrucci mostra – come se ce ne fosse ancora bisogno – lo stato di guitar hero tra riff monolitici e assoli al fulmicotone. Sul palco il quintetto si presenta come sempre compatto: solo chi, oltre ad essere famoso per la propria tecnica, ha alle spalle decenni di esperienza sui più grandi palchi del mondo può presentare uno show di questo livello, riuscendo a supportarsi e intendersi a vicenda, senza alcuna sbavatura. Il gioco di incastri che i Cinque mettono in scena è sorprendente quanto il sound che riescono a tirare fuori da ogni strumentale, coadiuvati da attrezzature all’avanguardia.

Lo show prosegue e vengono snocciolate – sempre con esecuzioni di altissimo livello – “Invisible Monster”, “About To Crash” e “The Ministry Of Lost Souls”. Ma il gran finale viene affidato a due mastodontiche suite, che occupano da sole gli ultimi 45 dello show, lasciando il pubblico letteralmente a bocca aperta. La title track di “A View From The Top Of The World” è una montagna russa di suoni ed emozioni e si muove tra alti e bassi, melodia e tecnica, riassumendo alla perfezione quello che i Dream Theater continuano a essere anche oggi. Dopo una breve pausa, l’encore è invece affidato ad una “The Count Of Tuscany” che omaggia il Bel Paese, supportata dalle evocative visual sullo sfondo di paesaggi e palazzi toscani.

Questa ennesima prova di forza consacra, come se ce ne fosse bisogno, i Dream Theater nell’Olimpo del metal. Nonostante il tempo passi inesorabile – e gli alti e i bassi siano fisiologici – il quintetto si dimostra sempre capace di tirar fuori l’ennesimo asso nella manica. Dopo la pubblicazione di un album solido, anche lo show si dimostra all’altezza delle aspettative, ulteriore prova che la benzina nel serbatoio è ben lontana dall’esaurirsi.

Setlist

The Alien
6:00
Awaken the Master
Endless Sacrifice
Bridges in the Sky
Invisible Monster
About to Crash
The Ministry of Lost Souls
A View From the Top of the World
The Count of Tuscany

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