Missing Tide Follow the Dreamer artwork
RECENSIONI

Missing Tide – Follow The Dreamer

La storia dei Missing Tide è di quelle sentite centinaia di volte nella storia e cioè il tentativo di ex membri di band più o meno famose di cimentarsi in un nuovo progetto a lungo termine. In questo caso le compagini da cui traggono notorietà i musicisti in questione sono di un certo spessore: i danesi Missing Tide, infatti, vantano la presenza di Kasper Gram (Manticora), Allan Tschicaja (Pretty Maids) e, soprattutto, Henrik Brockmann e Jacob Kjaer famosi in passato per aver militano nei Royal Hunt. I quattro artisti hanno iniziato a collaborare nel 2007, stabilendosi a Copenhagen, e, dopo due anni di lavoro, sono giunti alla pubblicazione del loro album d’esordio, dal titolo “Follow The Dreamer”.

Lo stile del gruppo si scolpisce in un hard rock molto melodico, immediato e le canzoni, come naturale conseguenza, sono di facile presa nei confronti di chi le ascolta. A fungere da opener è la title-track, in cui la cosa migliore è l’intermezzo di chitarra che riporta dritti al 1982, destinazione “The Number Of The Beast” (Iron Maiden, semmai ci fosse bisogno…), precisamente “The Prisoner” e, nella fattispecie, il gran lavoro di Adrian Smith prima dell’assolo. “Traces Of Fire” è, senza dubbio, il brano più estremo del disco con riff e strofe che si rifanno al thrash e ritornelli che invece virano verso il power metal. Di stampo heavy è invece “Push It To The Limit”, veloce, decisa e trascinante. Sulla stessa frequenza d’onda troviamo anche la galoppata “Take Me High” e le più pacate, ma non meno potenti, “Dangerous” e “Never Surrender”. Le restanti canzoni che compongono “Follow The Dreamer” sono decisamente meno “aggressive” e puntano tutto su ariose melodie e atmosfere “familiari”, capaci di colpire immediatamente l’ascoltatore: è il caso di “Fairytale”, “Victim Of A Crime”, “Away”, della melliflua ballad “Broken Wings e dell’apprezzabile “Long Live The Heroes”, in cui si celebrano i grandi del passato che hanno fatto la storia dell’hard n’heavy, visti come dei veri e propri eroi.

In generale il disco offre un ascolto gradevole, anche grazie all’ottima prestazione vocale di Henrik Brockmann e al prezioso lavoro del chitarrista Jacob Kjaer; troppo zucchero però, si sa, fa male e questa ricerca sistematica della melodia, alla lunga, fa perdere valore all’album, facendolo scadere un po’ nella mediocrità. I brani sono orecchiabili e piacevoli, ma troppo spesso scontati: “Follow The Dreamer”, insomma, non brilla certo per originalità, quindi se avete voglia di hard rock mieloso e di facile ascolto avete trovato pane per i vostri denti, altrimenti, se siete alla ricerca di qualcosa di più interessante, difficilmente rimarrete colpiti da questo cd.

I Missing Tide sono già impegnati nella creazione del successore di “Follow The Dreamer” e nei piani futuri vi è anche quello di inserire stabilmente in formazione un tastierista, cosa che sicuramente cambierà le sonorità della band, ora composta da soli quattro elementi, e, se questa aggiunta si rivelerà effettiva, sarà curioso ascoltare verso quale direzione artistica il gruppo vorrà orientarsi.

Tracklist

01. Follow The Dreamer
02. Never Surrender
03. Traces Of Fire
04. Fairytale
05. Dangerous
06. Victim Of A Crime
07. Broken Wings
08. Push It To The Limit
09. Make Me High
10. Away
11. Long Live The Heroes