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RECENSIONI

Russian Circles – Geneva

Il genere è il post metal/post rock, la città è Chicago. Pelican? Nossignori, Russian Circles. E, tanto per precisare, non facciamoci trarre in inganno pensando che il presente terzetto suoni come una copia sputata dei loro ben più famosi concittadini. Ci sono voluti tre album, ma “Geneva” dimostra come i Russian Circles abbiano preso una strada propria, punteggiata certo da affinità con i vari Pelican, Red Sparowes, Isis, arricchita se vogliamo da momenti à la Explosions In The Sky e Slint, ma pur sempre una strada propria. Che, aggiungo io, se questa è la classe li porterà molto lontano.

Sette tracce tutte strumentali, sette imperiose impalcature di metallo e cemento armato, che si ergono maestose in territori desolati e brumosi, si innalzano piano dopo piano, riff dopo riff, verso un celo fosco e grigio. Prendete la foto di copertina, immaginateci un grattacielo in costruzione in mezzo a un’ambientazione metropolitana vagamente minacciosa, e avrete capito a cosa mi riferisco. Già con “Fathom” si possono capire le intenzioni dei nostri: chitarra tagliente e abrasiva, che sa comunque accarezzare e essere seducente, sezione ritmica da urlo, perfetta nella sua precisione, martellante e tellurica.

Splendide le pause melodico/acustiche presenti in ogni brano, suadenti e leggerissime, nonostante l’impalcatura portante sia, come detto, pesantissima. E’ come se di colpo in mezzo a questi fumi, a questa nebbia, riuscissimo a intravedere uno spicchio di cielo, un velo stellato che dura poco, contornato com’è dalle nubi minacciose (a tal proposito ascoltate “Hexed All”, un’oasi di tranquillità e pace messa a metà della tracklist, giusto prima di tuffarsi nuovamente a capofitto nel marasma del disco). In certi momenti (come durante la titletrack) mi sono venuti più volte alla mente i nostrani Ufomammut, soprattutto dell’ultimo “Idolum”; merito probabilmente della già citata sezione ritmica, a tratti tribale e infernale come quella proposta spesso dalla band piemontese.

Siamo al cospetto di un lavoro eccezionale, mai troppo prolisso, mai estenuante o ripetitivo, sempre coinvolgente e sorprendente nelle sue continue e mutevoli sfaccettature: inutile specificare i momenti migliori, va ascoltato e assaporato tutto d’un fiato. Rabbioso e ferale ma anche rassicurante e cullante, “Geneva” si impossesserà del vostro lettore CD e non ne uscirà per molto, fidatevi di me.

Tracklist

01. Fathom
02. Geneva
03. Melee
04. Hexed All
05. Malko
06. When the Mountain Comes to Muhammad
07. Philos