Furyon Gravitas art
RECENSIONI

Furyon – Gravitas

I Furyon, quintetto inglese di Brighton, attirano l’attenzione di Rick Beato quando nel 2009 pubblicano il loro primo EP e vengono invitati negli studi del produttore americano ad Atlanta per registrare quello che sarebbe diventato il loro debutto discografico. Il CD, dal titolo “Gravitas”, esce l’anno successivo in numero limitato (solo 2000 copie), ma la buona reazione di fan e critica hanno fatto sì che l’italiana Frontiers Records mettesse gli occhi sul gruppo britannico tanto da convincerla a distribuire il disco in tutto il mondo.

Seguendo le orme di band come Alter Bridge, Nickelback e Shinedown (con cui Beato ha lavorato in passato), i Furyon fanno leva su un sound molto denso e pesante, e proseguono verso la direzione presa dal moderno hard rock, in cui i suoni sono spesso riconducibili al metal e al post-grunge. L’alternanza tra riff granitici dove si fa largo uso di armonici artificiali e ritornelli catchy sono la caratteristica predominante della formazione nord-europea, che inoltre mostra delle buonissime doti tecniche a cui viene dato libero sfogo soprattutto negli assoli straripanti di note delle due asce Chris Green e Pat Heath e nel cantato possente e graffiante di Matt Mitchell che perfettamente si sposa con il genere. Ma anche il batterista Lee Farmery ed il bassista Alex "Nickel" Bowen non stanno a guardare limitandosi al compitino e disegnano figure molto interessanti. Tutto ciò, unito ad una discreta ispirazione, ha portato a “Gravitas” e a brani di buon livello come “Disappear Again”, tumultuoso e azzeccato primo singolo estratto dall’album (di cui è stato girato anche il videoclip), “Souvenirs”, lunghissima (8 minuti) scarica di adrenalina in cui spiccano i refrain al miele, “Wasted On You”, il pezzo più rockeggiante e dinamico del platter, “New Way Of Living”, in cui la parte migliore è l’imponente intermezzo strumentale che spezza in due il brano e “Our Peace Someday”, ballad distorta melodica ed intensa.

Solo il tempo ci dirà se i Furyon sono solo una “overnight sensation”, ma nel frattempo il primo dardo scagliato va a bersaglio e “Gravitas” si dimostra solido e convincente. Alla band britannica la personalità non manca e ci sono tutti i presupposti per scalare rapidamente posizioni nelle preferenze dei nuovi hard rocker, in particolar modo negli Stati Uniti, dove il filone moderno del genere trova terreno fertile e ampi consensi.

Tracklist

01. Disappear Again
02. Stand Like Stone
03. Souvenirs
04. Don't Follow
05. New Way Of Living
06. Voodoo Me
07. Fear Alone
08. Wasted On You
09. Our Peace Someday
10. Desert Suicide