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Iggy Pop – Every Loser

Il nuovo lavoro in studio del Godfather of Punk, prodotto dal mago del superpop Andrew Watt è un piccolo viaggio nelle personalità del frontman degli Stooges, racchiudendo diverse anime e approcci al genere, mantenendo sempre quella libera attitudine di cui il 75enne del Michigan ci ha resi partecipi nel corso della sua interminabile carriera.

“Every Loser” racchiude in sé un equilibrato mix di chitarre frontali ed atmosfere sintetizzate, con alcuni angoli smussati per rendere l’ascolto moderno ed appetibile ad un pubblico sempre più vasto e veloce nell’usufruire del prodotto musica.

Il verso d’apertura di “Frenzy” – “Got a dick and two balls, that’s more than you all” – è l’evidenza del fatto che i marchi di fabbrica e personalità non si sono ancora persi. Riff graffianti lasciano talvolta spazio a ballate dall’atmosfera introspettiva, in cui una narrazione profonda e scandita ricorda l’ultimo Cash o il Cave post-berlinese.

Diverse collaborazioni di spessore si avvicendano man mano che il disco scorre: Duff McKagan, Chad Smith, Dave Navarro, Travis Barker, fino al recentemente compianto Taylor Hawkins. Ma Iggy Pop rimane avanti a tutti come un pugno ben piazzato alla bocca dello stomaco in “Modern Day Rip Off”, una carovana punk’n’roll dal sapore ’77.

I racconti di un artista che ha vissuto la vita in pubblico sempre con un occhio diverso dalle grandi star sono messi in rima nell’emozionante ballata “Morning Show”.

Qualche breve interlude è ben posizionato per fare da rincorsa ai pezzi più iconici del disco, come per esempio “Neo Punk”. I suoni sono quelli che ricordiamo e lo sferzare del nervosismo dell’esecuzione ci porta indietro nel tempo. Che poi sia così diverso essere punk oggi? Ce lo chiediamo anche noi.

Il brano forse più interessante musicalmente del disco è “Comments”, un’approccio dance sincopato con un testo di leggera provocazione nei confronti dello showbiz hollywoodiano. Anni ’80 e linee di basso unghiate ci lasciano immaginare luci strobo e mirrorball, il tutto condito dalla narrazione baritonale del Punk Magister.

“The Regency”, con Taylor Hawkins alla batteria è il grido finale di libertà di questo disco, una straziante epicità sale e scende lungo le dinamiche del beat. La giusta conclusione per quello che sicuramente non è un capolavoro, ma un ottimo lavoro che racchiude in sé un approccio quanto mai sincero ed originale al genere.

Iggy Pop si conferma un artista di grande intelligenza ed inestimabile valore controculturale. Il disco è ben prodotto per la maggior parte, forse un po’ accondiscendente in alcuni tratti, così come la scrittura. Ma dopo tutto “Every loser needs a bit of joy”.

Tracklist

01. Frenzy
02. Strung Out Johnny
03. New Atlantis
04. Modern Day Rip Off
05. Morning Show
06. The News for Andy
07. Neo Punk
08. All the Way Down
09. Comments
10. My Animus Interlude
11. The Regency

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