Vincenzo Fasano il sangue 2011 00
RECENSIONI

Vincenzo Fasano – Il Sangue

Esordisce dopo molti anni di gavetta il cantautore mantovano Vincenzo Fasano, e lo fa con un’opera in grado di mostrare sin dalle prime note quanto denso sia “Il Sangue” che scorre nelle sue vene. Volendo riassumere l’opera in poche, spicce, parole, potremmo dire che siamo di fronte ad un indie pop dove la chitarra acustica la fa da padrona, tuttavia senza ricercare soluzioni di intimismo ma, all’opposto, una passionalità che appartiene ai tango di Ozpetek ed i colori di cui sono ripieni i film di Almodòvar, influenza non a caso dichiarata dal Nostro.

Ed ecco che le danze si aprono su una danza ruvida, rabbiosa e nervosa di “Non Ritiro Quel Che Ho Detto”, ottimo pretesto che non solo ci riporta, come per magia, al mondo del cantautorato all’italiana degli anni ’70, ma serve anche come biglietto da visita della voce peculiare di Fasano, un timbro asciutto ma potente, un’interpretazione nervosa e ruvida proprio come il crescendo del brano. Difficile non citare anche il folk di “Ucciderei Per Non Combattere” che riporta alla mente il Capossela più agitato e giustifica l’origine siciliana della famiglia di Vincenzo – un senso di appartenenza al Mediterraneo, questo, che si manifesta anche nella fisarmonica di “Paiettes” – oppure la tromba in sordina che dona un’atmosfera decadente e romantica a “A Bocca Aperta”, dipingendo lo stesso plumbeo grigiore che la chitarra elettrica ci dona sull’oscura “La Sindrome Di Stoccolma”, per non parlare del minimalismo di “Mal D’Africa” o del tocco pop e giocoso di “Il Farmaco Etico” che perfettamente chiude l’opera.

Ispirato nei testi e brillante nella produzione, il disco è uno di quei lavori che lascia traspirare tutto il talento che risiede nel cuore e nella mente di un cantautore che, sebbene ancora impreciso in alcuni frangenti (“Se Fossi In Me” dà l’impressione di dover essere riempita di più del suo pianoforte e della sua chitarra acustica, mentre il lento “E’ Come Un Gioco” è come fosse invisibile), risulta comunque efficace e fresco, seppur totalmente immerso in quella corrente “retrò” di cui abbiamo già avuto modo recentemente di parlare in sede di analisi dell’ultimo parto discografico di Florence Welch.

Un po’ di sregolatezza in più in sede di composizione a donare quella dinamica che, nonostante la ricchezza strumentale, un poco manca in quest’opera, ed avremo il capolavoro; per adesso, segnatevi il nome di Vincenzo Fasano, e seguite le tracce che lascia il suo scarlatto sangue musicale.

Tracklist

01. Non Ritiro Quel Che Ho Detto
02. Il Sangue
03. Mal D’Africa
04. Paiettes
05. Ucciderei Per Non Combattere
06. Se Fossi In Me
07. La Sindrome Di Stoccolma
08. A Bocca Aperta
09. E’ Come Un Gioco
10. Il Farmaco Etico