Dopo il notevole successo di “Something That Your Eyes Won’t See”, gli svedesi Remedy sono tornati a solleticare i palati fini del melodic hard rock con “Pleasure Beats The Pain”, un album che riesce nella difficile impresa di non essere per nulla inferiore al debutto. Il mastermind e chitarrista Roland Forsman ci racconta, con amabilità e dovizia di particolari, le varie sfumature del disco, manifestando il proposito, inoltre, di condurre la band verso territori più metal nel prossimo futuro. E di puntare ai grandi palcoscenici …

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Ciao Roland e benvenuto su SpazioRock, è bello averti qui con noi. Come stai? “Pleasure Beats The Pain” è appena uscito, immagino tu sia emozionato …

Grazie mille per avermi ospitato! Va tutto bene in questo momento, siamo al secondo posto nelle classifiche svedesi e il meteo è fantastico. La vita, quindi,  è a dir poco bella in questo momento!

Prima di parlare del nuovo album dei Remedy, vorrei fare un passo indietro al 2022, anno in cui è uscito il vostro debutto “Something That Your Eyes Won’t See”. Ti aspettavi reazioni così positive sia da parte dei fan che della critica musicale?

Assolutamente no! Non avrei mai potuto immaginare, nemmeno nei miei sogni più sfrenati, che l’album avrebbe avuto un impatto così grande. Voglio dire, non abbiamo avuto alcuna promozione e siamo comunque riusciti a raggiungere la posizione più alte delle classifiche e a fare il tutto esaurito per quanto riguarda le vendite discografiche. E per ben due volte! Ci ha colto totalmente di sorpresa! Come hanno fatto i fan quando siamo andati in tour, tanto che siamo rimasti sopraffatti da tutto l’amore che abbiamo ricevuto da loro durante i concerti!

Passiamo al già citato “Pleasure Beats The Pain”, un titolo che sembra uno slogan contro il pessimismo che anima i nostri tempi. I testi delle canzoni seguono questa stessa linea di riscatto ?

I testi sono spesso davvero personali. E questa volta, purtroppo, non sono sempre così positivi, perché ho attraversato alcune difficoltà nella mia vita personale. Ma, per fortuna, posso dedicarmi alla musica. Per me, realizzare questo album è stata come una lunga sessione di terapia. La musica è come la magia, ti aiuta, ti trascina.

L’artwork color rosso porpora si riferisce chiaramente a un immaginario anni ’80, periodo su cui sono chiaramente basati il sound che l’estetica dei Remedy. Cosa c’era di così speciale in quell’epoca d’oro del rock da cui ancora oggi molte band traggono ispirazione?

Per me, la musica degli anni ’80 ha gettato le basi di ciò che sono diventato musicalmente. Cerco di gestire l’eredità musicale di quell’epoca con grande cura e spero di scrivere una o due canzoni da far ascoltare alla prossima generazione. Quindi i bambini non si perdano questo tipo di musica! (ride, ndr)

“Pleasure Beats The Pain” è stato ancora una volta mixato e masterizzato da Eric Mårtensson degli Eclipse presso Mass Destruction Production. Come sei riuscito a coinvolgerlo nel progetto?

Erik è un mio buon amico ed è stata la prima persona che ho chiamato dopo aver ottenuto il contratto discografico per i Remedy. Il suo impatto su di noi è assolutamente enorme. È uno dei migliori del settore ed è quasi come avere un produttore in più con lui a bordo. È fantastico e le cose che fa per il nostro sound sono enormi.

Veniamo ora al songwriting: che ruolo ciascun membro della band ha giocato a livello compositivo?

Quando si tratta di scrivere la musica, lo faccio principalmente io. Ho scritto o co-scritto tutte le canzoni dei nostri due album. Ma quando scrivo con gli altri, mi rivolgo principalmente al mio amico Sören Kronqvist, che è un eccellente songwriter in questo stile musicale. Gli altri membri della band sono un fattore determinante quando si tratta di mettere in ordine le canzoni, intendo come musicisti in studio. Adoro il modo in cui gestiscono i brani, portandoli a un altro livello con le loro grandi capacità strumentali!

Lo stile del platter rimane lo stesso del debutto, un classico melodic hard rock dal tocco moderno, pieno di riff potenti e ritornelli orecchiabili. Tuttavia, in canzoni come “Crying Heart” o “Sin For Me” si può notare un lato più metal. Potrebbe essere questo un segno che il sound dei Remedy sia destinato a diventare più massiccio in futuro?

È perfetto quello che dici! Era un passo che volevo fare, spostarci verso il metal. Quindi sono davvero felice di sapere che l’hai sentito! Mi piace l’equilibrio tra le chitarre cupe e pesanti e l’atmosfera melodica delle canzoni. È come il buio e la luce, la notte e il giorno, il piacere e il dolore!

L’album non ha veri e propri punti deboli né evoca sensazioni troppo nostalgiche, ma è piuttosto fresco e accattivante. Se dovessi indicare una o più canzoni che vi rappresentano in questa fase della carriera, quale sceglieresti e perché?

Grazie per le parole gentili! Questa è una domanda difficile. Non posso davvero sceglierne solo una, perché l’intero album è ciò di cui parla Remedy. Ma visto che mi hai permesso di sceglierne diverse, opterei per “Moon Has the Night” e “Sin for Me”, che rappresentano ciò di cui stiamo parlando. Melodie, la magnifica voce di Rob (Robert Van Der Zwan, ndr), riff, hook e tante chitarre!

Sono stati girati dei video molto ben curati sia per “Crying Heart” che per “Moon Has The Night”. Puoi raccontarci qualche curiosità sulla realizzazione delle clip? E soprattutto, pensi che questo modo di presentare delle canzoni abbia il medesimo impatto mediatico di una volta?

Non so davvero se i video abbiano più un impatto così grande. Ma non ci interessa! Perché realizzare video è molto divertente, ed è qualcosa con cui siamo cresciuti e che ora amiamo fare. Nel video di “Crying Heart” ci siamo solo noi con i nostri strumenti in uno studio fotografico. “Moon Has the Night”, invece, è stato registrato in una casa stregata fuori Stoccolma ed è una clip con una sceneggiatura. Era una location perfetta dato che il video ha un tema horror.

Di melodic hard rock scadente ce n’è davvero tanto in giro, a dire il vero, ma la cosa sorprendente è che in Svezia, che ha importato il genere dagli Stati Uniti, il livello rimane incredibilmente alto e i Remedy ne sono la prova. Quali sono le ragioni di questo ottimo tasso di qualità rispetto ad altre parti del mondo occidentale?

Grazie mille! Qui posso rispondere solo per me stesso, ma cerco di dare il massimo per ogni singola canzone. La stessa cosa vale per la produzione, ci lavoro davvero tanto. Voglio che tutto ciò che pubblichiamo con i Remedy abbia una qualità di cui posso essere orgoglioso. In questo senso, non ci sono alternative. Credo, dunque, che il duro lavoro sia la risposta per far sì che tutto funzioni bene e per dare forma alla qualità del suono e della musica. Continueremo sempre a lavorare sodo e a dare il massimo, e speriamo che il successo arrivi più avanti, dal momento che punto ai grandi palcoscenici con i Remedy.

Siete tornati da un tour europeo in compagnia di Kee Marcello. Cosa ha significato suonare con uno dei vostri mentori musicali? E ci sono altre date in programma a breve, magari in Italia?

Ci piacerebbe venire in Italia, e lo faremo, ma al momento non è previsto nulla. Tuttavia, non vediamo l’ora di venire a visitare voi e il vstro bellissimo paese. Adoro anche il vostro vino, quindi forse dovrei trasferirmi lì (ride, ndr). Andare in tour con Kee, poi, è stato assolutamente fantastico. È un uomo e un musicista davvero eccezionale e, dal momento che sono cresciuto ascoltando la sua musica, ho sentito che eravamo proprio una bella coppia quando eravamo in tour insieme!

Grazie mille per il tempo concessoci e congratulazioni per “Pleasure Beats The Pain”. Cosa vorresti condividere con i tuoi fan italiani e ai nostri lettori?

Grazie mille a tutti i nostri fan in Italia! Vediamo tutto l’amore che ci state donando sui social, grazie di cuore! E quelli tra i vostri lettori che non ci conoscono, possono darci un’occhiata sui social media e salutarci, se vogliono! Grazie mille per avermi ospitato in questa intervista! Vi auguro il meglio.

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— ENGLISH VERSION —

Hi Roalnd and welcome to SpazioRock, it’s great to have you here. How are you? “Pleasure Beats The Pain” just came out, I guess you’re excited…

Thank you very much for having us! Everything is great at the moment, we’re No. 2 on the Swedish Top Charts and the weather is amazing.  So, life is good at the moment to say the least!

Before talking about the new album, I would like to take a step back to 2022, when your debut “Something That Your Eyes Won’t See” was released. Did you expect such positive reactions both by the fans and by music critics?

Absolutely not! I could never in my wildest dreams have imagined  that the album would have had as great of an impact as it did. I mean, we had no promotion whatsoever, and still managed to reach the top charts  and sell out. Twice! It took us totally by surprise! As did the fans when we got to tour, we were overwhelmed by all the love we got while touring!

Let’s move on to the already mentioned “Pleasure Beats The Pain”, a title that seems like a slogan against the pessimism that animates our times. Do the lyrics of the songs follow this same positive of redemption?

The lyrics are often really personal. And this time around, they are  sadly  not always that positive as I’ve been through some hardship in my personal life. But thankfully, I can turn to music. So making this album has been like a long therapy session for me. Music is like magic, it helps you out, it carries you.

The purple artwork clearly refers to an 80s imaginary, a period on which both your sound and your aesthetic are clearly based. What was so special about that golden age of rock that many bands still draw from today for inspiration?

For me, the music in the 80’s laid the foundation of who I became musically. I try to  handle  the musical legacy from that era with great care, and I hope to write a song or two for the next generation to listen to. So the kids don’t miss out on this kind of music! (he laughs, ndr)

“Pleasure Beats The Pain” was once again mixed and mastered by Eric Mårtensson from Eclipse at Mass Destruction Production. How did you manage to involve him in your project?

Erik is a good friend of mine and was my first call after getting the record deal for Remedy. His impact on us sounding as good as we do is absolutely massive. He’s one of the best in the business and it’s almost like having an extra producer having him on board. He’s great and the things he does for Remedy’s sound is huge.

Let’s now deal with the songwriting: what role does each band member play at a compositional level in this work?

When it comes to writing the music, it’s mainly done by me. I’ve written or co-written  all the songs on our two albums. But when I’m writing with others, I mainly turn to my friend Sören Kronqvist, who’s an excellent songwriter in this style of music. The other  band members are a huge factor when it comes to getting  the songs in order. You know, as musicians in the studio. I really love how they handle the songs and all the instructions in the studio. They lift each and every song to another level with their playing abilities!

The style of the platter remains the same as the debut, a classic melodic hard rock with a modern edge, full of powerful riffs and catchy refrain. However in songs like “Crying Heart” or “Sin For Me” a more metal side can be noticed. Could this be a sign of Remedy’s sound becoming more massive in the future?

You’re spot on! It was a  step that I wanted to take, us moving towards metal. So I’m really glad to hear that you heard that! I like the balance between the dark, heavy guitars and the melodic feel of the songs. It’s like dark and light, night and day, pleasure and pain!

The album has no real weaknesses nor does it evoke nostalgic sensations, but it is rather fresh and captivating. If you had to indicate one song or more than one that represents you at this stage of your career, what would be your choice and why?

Thank you for your kind words! That’s a hard question. I really can’t choose only one, because the whole album is what Remedy is all about. But as you allowed me to choose several I would  go for: “Moon Has the Night” and”‘Sin For Me” as they resemble what we’re about. Melodies, great vocals by Rob (Robert Van Der Zwan, ndr), riffs, hooks and lots of guitars!

Very professional videos were produced for both “Crying Heart” and “Moon Has The Night”. Can you tell us some curiosities about the making of the clips? And above all, do you think that this way of presenting a song has the same media impact as it once did?

I really don’t know if videos have that great of an impact any more. But we don’t care! As making videos are a lot of fun, and it’s something we grew up watching and now love doing. The video for ‘Crying Heart’ is just us with our instruments in a photo studio. “Moon Has the Night” on the other hand was recorded in a haunted house outside of Stockholm and it’s a video with a script. That was a perfect location as the video has a horror theme.

There’s a lot of really poor melodic hard rock out there, to be honest, but the surprising thing is that in Sweden, which imported the genre from the United States, the level remains incredibly high and Remedy are proof of this. What are the reasons for this quality compared to other parts of the Western world?

Thank you very much! I can only answer for myself here, but I try to give every single song my best effort. The same thing goes for the production, I work really really hard on it. I want everything we ever release with Remedy to have a quality that I can be proud of. Nothing less will do. So I believe, hard work is the answer for getting it to sound good and getting the quality of the sound and the music in shape. We will always continue to work hard and give it our best shoot, and hopefully success will come  our way further down the road as I am aiming for the big stages with Remedy.

You are returning from a European tour in support of Kee Marcello. What did it mean to you to play with one of your musical mentors? And are there other dates planned soon, perhaps in Italy?

We would love to come to Italy, and we will, but nothing is planned at the moment. But we can’t wait to come and visit you and your beautiful country. I also love your wine, so maybe I should move there (he laughs, ndr). Touring with Kee was absolutely fantastic. He’s such a great guy and musician, and as I grew up listening to his music, I felt that we were a really good match when touring together!

Thank you so much for your time and congratulations for “Pleasure Beats The Pain”. What would you like to say to your Italian fans and our readers?

Thank you so much to all our fans in Italy! We see all the love you are giving us on social   media, thank you from the bottom of our hearts! And for those of your readers that aren’t familiar with us, they can check us out on social media and say hello if they  want to!  Thank you so much for having me in this interview! All the best.

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