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Intervista – The Dead South (Colton Crawford)

A quasi 3 anni dall’ultimo album in studio “Sugar & Joy” il quartetto folk/bluegrass The Dead South è tornato con “Easy Listening For Jerks” un doppio EP che contiene cover di classici della tradizione folk affiancati alle reinterpretazione di famosi pezzi punk e rock. Ne abbiamo parlato con Colton Crawford, che ci ha anche raccontato le sue aspettative riguardo la prima data in Italia della band, che si terrà a Milano il 16 aprile.

— SCROLL DOWN FOR THE ENGLISH VERSION —

Ciao Colton! Benvenuto su SpazioRock! Come va?

Bene, grazie! Te?

Bene, grazie! Avete appena pubblicato due EP, intitolati “Easy Listening For Jerks”. Prima di tutto, qual è il significato dietro al titolo?

Siamo cresciuti ascoltando punk, metal e rock, ma ora suoniamo folk e musica acustica. Le influenze punk hanno fatto molto nella nostra musica e anche adesso ascolto metal. La prima parte dell’EP contiene cover di canzoni folk e bluegrass della tradizione, mentre la seconda contiene cover di canzoni rock e punk con cui siamo cresciuti. Quindi il titolo è una giustapposizione di questi due lati di ciò che siamo come band – è musica folk acustica, ma suonata da ragazzi che sono cresciuti ascoltando roba pesante.

È la prima volta che pubblicate un disco di sole cover. Come avete preso questa decisione e come avete scelto le canzoni?

La nostra label – Peer Music – ci ha contattato per registrare alcune canzoni folk tradizionali americane per il loro catalogo da proporre a film e spot televisivi. Abbiamo comprato un po’ di attrezzatura per registrare in casa e abbiamo iniziato a lavorare separatamente da casa. Ci piaceva quello che abbiamo ottenuto, così abbiamo pensato che potevamo anche pubblicare le canzoni una volta finite. Ci sono alcuni pezzi che volevamo coverizzare da anni (“Chop Suey”, “96 Quite Bitter Beings”), così ci è venuta l’idea di fare due EP complementari, uno incentrato sulla musica tradizionale bluegrass/americana e uno incentrato sulle cover rock e punk.

Parlando del processo di registrazione, per questo disco avete cambiato il vostro solito approccio?

La prima parte è stata completamente diversa, abbiamo registrato tutto da casa. Abbiamo dovuto tutti imparare ad usare Pro Tools e a lavorare con la nostra attrezzatura audio. È stata una vera sfida ma è stato molto divertente, ed era l’unica opzione durante il Covid. Per la parte 2 siamo andati in uno studio come facciamo normalmente. La grande differenza è che di solito scriviamo canzoni, le suoniamo in tour per sei mesi o un anno e poi le registriamo. Così, quando registriamo le canzoni, le abbiamo suonate un centinaio di volte e le conosciamo molto bene. Questa volta le abbiamo imparate in studio e non le avevamo mai suonate dal vivo. Ora che siamo tornati in tour, dobbiamo tornare indietro e re-imparare queste canzoni che abbiamo registrato, perché non le abbiamo mai suonate dal vivo. Quindi l’intera esperienza è stata il contrario di quello che facciamo normalmente, ma è stato molto divertente!

Voi suonate principalmente folk e bluegrass. Quali sfide avete affrontato per coprire canzoni punk e rock?

Il nostro genere potrebbe essere considerato folk o bluegrass in base alla nostra strumentazione, ma il modo in cui scriviamo e il modo in cui sono strutturate le canzoni è molto più in stile rock e punk. Quindi suonare quelle canzoni è stato abbastanza facile – personalmente ho avuto più difficoltà con le canzoni tradizionali. La formula rock/punk è nel mio DNA.

Dopo aver riprogrammato gli show, il tour europeo è finalmente iniziato. Come sta andando? State anche suonando alcune delle cover che sono presenti in “Easy Listening For Jerks”?

Il tour sta andando alla grande, è bello essere di nuovo on the road e il pubblico è veramente entusiasta della musica dal vivo. I biglietti di alcuni di questi concerti sono stati messi in vendita quasi 3 anni fa, quindi è stato un lungo periodo. Come ho detto prima, stiamo ancora imparando a suonare bene tutte le cover, ma le stiamo aggiungendo lentamente alla scaletta.

Il 16 aprile suonerete a Milano. Siete pronti per questo show? Sarà la prima volta in Italia per voi?

Certo che siamo pronti! E sì, sarà la prima volta in Italia per noi.

Secondo te quali sono le cose più importanti da realizzare per dare il meglio sul palco?

Prendersi cura della propria salute mentale e fisica è la cosa più importante. Facciamo uno show ad alta energia, quindi assicurarsi di sentirsi bene prima di salire sul palco è importante. E stiamo molto in tour, quindi è importante non solo essere preparati per uno spettacolo, ma anche essere in grado di suonarne centinaia. Quindi esercizio, riposo e salute mentale sono molto importanti per noi.

Il tour che avete appena iniziato sarà molto lungo, dato che suonerete in Europa e in America. Quali sono le maggiori difficoltà nello stare lontano da casa per un periodo così lungo?

La parte più difficile è stare lontano dalla famiglia. Mi sono sposato a luglio e mi sembra di riuscire a malapena a vedere mia moglie. Non abbiamo ancora potuto organizzare una luna di miele o altro perché sono sempre via. Scott ha un figlio di un anno a casa. È difficile stare lontano da casa così spesso.

Qual è la tua cosa preferita da fare mentre sei in tour e non sei sul palco?

Di solito faccio live streaming su Twitch, quindi mi piace farlo anche in tour, e faccio anche Brazilian Jiu Jitsu, quindi cerco di allenarmi anche quando sono in viaggio. A Danny piace correre, a Nate e Scott piace fare arrampicata. Abbiamo tutti le cose che ci piace fare, di solito qualche tipo di esercizio fisico o semplicemente camminare per la città e vedere le attrazioni.

Stiamo arrivando alla fine dell’intervista. Vuoi lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Speriamo che veniate tutti allo show in Italia e che vi divertiate con noi!

Grazie mille per questa intervista, stammi bene!

— ENGLISH VERSION —

Hi guys, welcome to SpazioRock! How are you?

We are good! How are you?

You’ve just released two new EPs, which are called “Easy Listening For Jerks”. First of all, what’s the meaning of the title?

We grew up on punk, metal, and rock music as kids, but now we play acoustic folk music. That early punk influence comes across in our music, and I still listen mostly to heavy metal music. Part 1 of the EP is covers of traditional folk and bluegrass songs, whereas part 2 is covers of the punk and rock we grew up listening to. So the title is a bit of a juxtaposition of those two sides of who we are as a band – it’s all acoustic folk music, but played by kids who grew up listening to heavy stuff.

It’s the first time in your career that you release an all-cover record. How did you take this decision and how did you choose the songs?

Our publishing company Peer Music approached us to record some traditional American folk songs for their catalogue to pitch to movies, tv ads, etc. We bought some home recording gear and started recording separately from home, and we liked what we had come up with, so we figured we may as well release the recordings once they were finished. There are a few songs we’d been wanting to cover for years (Chop Suey, 96 Quite Bitter Beings), so then we came up with the idea of doing two EP’s as companion pieces, one focusing on the traditional bluegrass/americana music and one focusing on the rock and punk covers.

Talking about the recording process, for this record did you change your usual approach?

Part 1 was completely different, we recorded it all from home. We all had to learn how to use Pro Tools and work our sound gear. That was a real challenge but it was a lot of fun, it and it was the only option during covid. For Part 2 we went into a studio like we normally do. The big difference is that normally, we write songs, play them on tour for 6 months or a year, then record them. So by the time we record the songs, we’ve played them a hundred times and know them really well. This time, we were learning the songs in the studio, and we had never played them live. Now that we’re back on tour, we’re having to go back and re-learn these songs that we recorded, because we’ve never played any of them live. So the whole experience was the reverse of what we normally do, but it was a lot of fun!

You mainly play folk and bluegrass. What challenges did you face in order to cover punk and rock songs?

Our genre would be “folk” or “bluegrass” based on our instrumentation, but the way we write songs and the way the songs are structured is much more rock and punk style. So covering those songs was pretty easy – personally I had a harder time with the traditional songs. The rock/punk formula is in my blood.

After reprogramming the shows, your European tour finally started. How is it going? Are you also playing some of the covers that are present in “Easy Listening For Jerks”?

The tours have been going great, it’s good to be on the road again and audiences have been genuinely excited for live music. Some of these tickets went on sale almost 3 years ago, so it’s been a long time coming. Like I said above, we’re still re-learning how to play all of the covers, but we’ve been slowly adding them to the set list.

On 16th April you’re going to play in Milan. Are you excited about that? Will this be the first time in Italy for you?

Of course we’re excited! And yes, it’ll be the first time in Italy for us.

In your opinion what are the most important things to achieve in order to do your best on the stage?

Taking care of your mental and physical health is the most important thing. We put on a high-energy show, so making sure you feel good before getting on stage is important. And we tour a lot, so not only being prepared for one show but being able to play hundreds of shows is important too. So exercise, rest, and mental health are very important to us.

The tour you just started will be really long, as you’re going to visit Europe and America. What are the bigger difficulties about staying away from home for a long time?

The hardest part is being away from family. I got married in July and I feel like I barely get to see my wife. We haven’t been able to plan a honeymoon or anything yet because I’m always gone. Scott has a one year old son at home. It’s difficult being away from home so frequently.

What’s your favorite thing to do while you are on tour and you’re not on the stage?

I do live streaming on Twitch, so I like to do that, and I also do Brazilian Jiu Jitsu, so I try to get some training in when I’m on the road as well. Danny likes to run, Nate and Scott like to rock climb. We’ve all got our things we like to do, usually some type of exercise or just walk around the city and see the sights.

We’re getting to the end of the interview. Would you like to leave a message to our readers?

We hope you all come to the show in Italy and have a great time with us!

Thank you very much for this interview, take care!

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