"E che cos'hai da perdonare
I tuffi nelle fontane
Vecchi palazzi, grondaie di rame
E tutti i dischi autografati
Dai nostri artisti preferiti
Che purtroppo i tuoi vicini
Non conosceranno mai"
Siamo di fronte a un'opera completa. Non semplicemente una furbata discografica ben assemblata, autocritica o immedesimativa, bensì un sincero infuso di verità, vita, paure e riscossa. E ciò che soprende in modo più piacevole è l'autorità e la convinzione con cui si impongono gli iVenus, autori precisi e sinceri, attraverso un secondo album frutto di pazienza e attenzione.
"Ti affogherei nel nostro mare
Di caramelle colorate, me ne andrei
Anche per sempre se solo non avessi debiti con te
E i tuoi regali
Che bello vederti ridere"
Un titolo legato emotivamente alle esperienze dei quattro musicisti non poteva che accogliere al suo interno delle storie, dei racconti di adolescenza, che esplodono come fuochi nella notte di ferragosto, goduti comodamente mentre si è distesi sull'erba umida di un prato. Nove spunti su cui ridere, pensare, viaggiare. Nove brevi capitoli, piccoli frammenti di autobiografia giovanile in cui la profondità del quotidiano è musa ispiratrice con cui è bello divagare ed eclissarsi.
"Ti asciugherei sopra quel prato
Forse stavolta per calmarti basterà
Un solo bacio e non le solite gocce di Lexotan.
E adesso ridi
Forse stavolta è colpa mia"
Il vortice impetuoso dei testi si condensa alla perfezione con un sound ben definito, in cui l'elemento di innovazione spaziale è l'elegante, provocante, vincente uso delle tastiere in stile anni '90, che danno il tocco di classe alla velocità e al ritmo della classica strumentazione retrostante.
Partiti da Savona, dal 2008 gli iVenus hanno spalleggiato molti artisti italiani come Marlene Kuntz, Baustelle, Tre Allegri Ragazzi Morti, Il Pan Del Diavolo ed altri, contando anche una presenza all'Heineken Jammin Festival nel 2011. Con l'uscita a Marzo 2013 di questo bel disco tanto voluto quanto curato, la band trova un preciso spazio musicale in cui inserirsi e da cui prorogare la propria passione. "Dasvidanija" è consigliato a chi sa ancora meravigliarsi delle piccole sorprese che la vita ci regala ogni giorno e a chi sa apprezzare la fusione sonora tra tastiere aspre e decise e la sempre sorprendente attrazione dei ritmi impavidi dell'Alternative.
Tracklist
01. P.O.P.
02. The Great Capitombolo
03. Settembre
04. C'est La Vie, Mon Amie
05. Mangianastri
06. Grazielle
07. Ventricoli
08. Rembrandt
09. Dasvidanija

















