LordiLimitedDeadition
NUOVE USCITERECENSIONI

Lordi – Limited Deadition

“Limited Deadition” segna un nuovo capitolo nella discografia dei Lordi. Il gruppo finlandese, sempre molto prolifico, non si smentisce e ci ripresenta le solite e collaudate tematiche horror, alla guida c’è l’irriducibile Tomi Putaansuu, Deus ex machina e unico membro originale rimasto nei vari avvicendamenti di line-up. Dopo una breve intro, parte sul charlie il primo pomposo pezzo “Legends Are Made Of Clichés”, carino e molto anni ’80, come lo sarà tutto l’album, orientato un po’ sul vecchio AOR, per un disco che strappa più sorrisi che headbanging. La successiva “Syntax Terror” ha decisamente più tiro e i riff sono apprezzabili, però avviene subito un passettino indietro con “Skelephant In The Room”, che seppur pregevole e un filino ruffiana, risulta ben più morbida ed è volta a farci muovere un po’, spingendoci a cantare il ritornello.

I veri pezzi dell’album sono undici, le altre tracks sono intro recitate, quindi le bypassiamo per andare alla ciccia dell’album. “Killharmonic Orchestra”, costituita da riff veloci e taglienti, vede una massiccia presenza di tastiere e synth, forse eccessiva. “Collectable”, con le sue atmosfere e la sua struttura da ballatona soft, vorrebbe farci tirare fuori gli accendini come si usava anni fa, nonostante sia abbastanza scontata, risulta raffinata e ben cantata nello stile di Mr. Lordi. “Fangoria” è un ottimo pezzo confezionato ad arte che incede sospettoso col basso roboante, le tastiere e le parti strumentali sono ottime, anche la seguente “Hellizabeth” non è da meno e si fa notare con il suo ottimo connubio tra potenza e melodia, pure qui arrivano gli immancabili cori da stadio e l’atmosfera ottantiana è tangibile, per un pezzo che non sfigurerebbe in un disco dei colleghi Ghost.

Con “Retropolis”, nonostante il cantato grattato, si scende troppo nel pop, mentre “Frighteousness” è un’altra ballatona con gustosi stacchi di batteria, ma rimane un po’ anonima. La carina title track presenta riff lacchè, ma non riesce né a decollare né ad aggiungere qualcosa all’album. Nettamente superiore risuona “You Might Be Deceased”, perlomeno si chiude con qualcosa di più metallico e con bpm più sostenuti. Menzione speciale per il chitarrista Kone che per ogni brano ha sfornato assoli tecnici e puliti, racchiudendo il meglio del chitarrismo degli anni ’80 e ’90.

Ci saremmo aspettati un album più rockeggiante, con più grinta e meno momenti piatti, senza abusi delle solite progressioni trite e ritrite e dei tanti clichè usati nei precedenti lavori del gruppo. Nonostante alcuni pezzi siano estremamente validi, anche se un po’ troppo volutamente catchy, nel suo complesso il disco potrebbe risultare un po’ noiosetto per chi ha bisogno di un po’ di adrenalina o per chi si sarebbe aspettato un po’ più di spettacolo sonoro.

Tracklist

01. SCG XIX The Hexecutioners
02. Legends Are Made Of Clichés
03. Syntax Terror
04.Skelephant In The Room
05. SCGTV Saturday Night Main Event
06. Killharmonic Orchestra
07. Collectable
08. SCGTV Monstersquad Action Figures
09.Fangoria
10. Hellizabeth
11. SCGTV The Hexecutioners Season Finale
12. Retropolis
13. Frighteousness
14. SCGTV Crazeee Ralph Promo
15. Limited Deadition
16. You Might Be Deceased