Ciao Alteria, è un piacere sentirti! Innanzitutto ti ringrazio per la disponibilità per l'intervista!
Guarda, grazie a voi.
Stavo finendo di ascoltare l'album e vi devo fare i complimenti, è veramente un ottimo lavoro.
Davvero?
Sì, assolutamente, un ottimo lavoro, era un po' di tempo che non mi passava per le mani un album rock italiano fatto così bene.
Oh grazie, davvero sono contenta!
E appunto proprio perchè lo ho apprezzato così tanto sono veramente curiosa di sapere come è nato questo album e com'è nata la band.
Ok, allora, noi NoMoreSpeech ci siamo fidanzati tra virgolette nel 2006, io e il bassista arrivavamo da una precedente esperienza musicale insieme e devo dire che per fortuna abbiamo trovato chitarrista e batterista. Inizialmente non avevamo in mente di fare un disco, volevamo suonare per divertimento. Il primo esperimento è arrivato con "Picture Of Gold" che è un brano che c'è nel disco che ci ha proato fortuna, èuscito un po' per caso in sala prove, abbiamo partecipato ad un contest e lo abbiamo vinto per cui ci è venuta voglia di fare musica e niente. Ci abbiamo messo un po' per scriver e l'album, son passati un paio di anni, ci abbiamo messo un po' ma alla fine eccoci qui.
Lavori anche a RockTV, non è che sia una cosa da poco! Non sei propriamente la persona più libera del mondo.
Lavoro anche per la Rai e per la radio, e soprattutto sono mamma, faccio tante cose, ma la band oltre a mia figlia è stata la mia vera passione, la TV è un gioco, lo faccio per gioco.
Dopo il contest come siete arrivate a questo debut?
Siamo arrivati… devo dire che all'Heineken Jammin Festival con Picture Of Gold abbiamo avuto il primo impatto e la voglia di iniziare a scrivere è nata lì. Siamo entrati in studio con ovviamente tempistiche dilatate perchè, come hai detto, stare in una band non è propriamente semplice e abbiamo deciso di scrivere in inglese quindi ho curato molto questo aspetto, mi sono fatta affiancare da una madrelingua ed è stato un lavoro certosino che ha richiesto un po' più tempo del normale ma siamo entrati al Massive Hertz ti Milano e abbiamo stampato un po' di copie per conto nostro e le abbiamo vendute ai live, abbiamo visto che piaceva e ora che abbiamo una distribuzione vediamo come va, per avere un po' di spazio.
Mi pare anche che l'album stia andando bene, criticamente parlando.
Sì esatto, stiamo avendo riscontri positivi, non ci stanno martellando. Avevo un po' il timore che il fatto che io lavorassi a RockTV facesse partire qualche persona in maniera prevenuta, e ci tengo sempre a dire che io parto in primo luogo come cantante poi viene la televisione, è stata un'opportunità che ho voluto cogliere, niente di più. Ecco per ora non ci stanno martellando. Temevo questa cosa per via del mio doppio ruolo.
Ecco, sinceramente non capisco chi ascolta un album pur essendo prevenuto, è un atteggiamento che non comprendo e non capirò mai per cui…
Lascia il tempo che trova, come cosa.
Una cosa che mi premeva chiederti è come mai avete scelto la cover di "Relax" di Frankie Goes To Holliwood, che è effettivamente una cosa particolare.
È stata una proposta del bassista. Una cosa addirittura più visiva che musicale, si immaginava un video che non abbiamo mai fatto, un video un po' divertente e provocatorio e abbiamo deciso di riproporla in chiave crossover e ci siamo divertiti a rifarla. Però non saprei dire… Così, parlando… Tutti un po' nudi, sai che nel video originale c'è un attore che entra sul set di un porno praticamente… E da lì niente, scherzando abbiamo provato a suonarla e ci è piaciuta molto, tant'è che abbiamo deciso di inserirla nel disco.
E l'effetto è molto piacevole. Parlando un po' di follia all'interno del CD… hai scritto tu i testi?
Sì, li ho scritti io.
C'è quindi un tema che ricorre o è solo una cosa che è uscita così?
No, io mi ritengo una persona abbastanza esaurita nel senso positivo. Il discorso di follia e della camicia di forza che è presente anche nel video e nel disco è per il fato che dal vivo noi siamo molto… ci sentiamo così, un po' folli e schizzati, ci divertiamo molto. Un nostro concerto oltre a proporre musica può vedere tutto, anche del cabaret e ci hanno sempre detto che siamo dei pazzi e ci rispecchiamo in questa cosa. E l'idea dell'insane, della follia si sposava con questa cosa.
Volevo chiederti qualcosa riguardo all'esperienza dell'Heineken Jammin' Festival, visto che avete aperto per gli Aerosmith, qualcosa vi deve aver pur lasciato.
Eh beh, sì, decisamente. Premessa numero 1 io sono una fan sfegata degli Aerosmith da quando ero bimba. Ricordo ancora che quando avevo dodici anni e loro arrivarono in Italia avevo comprato il biglietto e alla fine mi ricoverarono il giorno stesso per appendicite e quindi non andai al concerto. Il mio riscatto è stato due anni fa andarci come apertura. Vincendo questo festival. Ovviamente è pazzesco. A parte che l'Heineken ha un sacco di spettatori e poi finire il concerto e poter dire "adesso vi lasciamo agli Aerosmith" è stato fantastico. Poi poter confrontarsi con un pubblico del genere che non è lì per te e avere un buon riscontro è una bella vetrina, una bella prova per noi. È andata bene, ci hanno lasciato mezz'ora per fare i nostri sei brani che all'epoca erano ancora in fase embrionale dato che il disco non esisteva e è bello, non c'è molto da dire.
Immagino. Parlare di progetti futuri mi pare assurdo, è appena uscito l'album e siete in tour…
Beh, ti dico noi stiamo già scrivendo, abbiamo già delle idee, e quando queste arrivano le coltivi, le registri e le metti da parte. Di sicuro ora siamo concentrati sul tour e nell'aprirci un po' di strada fuori dall'Italia, cosa non facile ma stiamo cercando di capire cosa dobbiamo fare per poter uscire un po' dai confini italici.
Bene, speriamo che succeda presto. Io direi che ho finito e che ti lascio andare, libera.
Dai, senti, sono contenta che l'album ti sia piaciuto.
Sono contenta io di aver avuto l'occasione di sentirlo e di intervistarti. È stato un piacere!
Ti ringrazio ancora, ciao e buona serata!











