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RECENSIONI

Nihil Est – Nuvole Notturne

Quest'album di debutto ha fatto ingresso nella mia vita in punta di piedi, in una fredda e grigia mattinata autunnale. Onestamente, non è un gran periodo per la sottoscritta e trovo che talvolta non ci sia niente di meglio che trovare conforto nella musica. L'interesse per i lombardi Nihil Est parte subito dal monicker della band stessa, che riprende le tematiche di un grande filosofo greco, Gorgia, le cui riflessioni ruotano attorno al Niente. In un periodo come questo, chiedermi che cosa sia il niente, e soprattutto avere come risposta a certe domande molto personali "il niente", non farebbe altro che accentuare la mia tristezza. Potrei parlarvi per ore di quello che penso su questo tema, ma ora come ora, ma questo affascinante "Nuvole Notturne" mi ha aiutato a trovare qualche motivazione per andare avanti. Il niente è ciò che non ha una risposta immediata, è qualcosa che non possiamo conoscere con facilità, né immediatezza, e non ci è dato di sapere con esattezza di che cosa si tratti … Bisogna aspettare una vita, attendere, cercare senza posa, esplorare, per trovare quello che placherà questa inquietudine che in fondo ora è difficilissima da colmare. Ma svanirà nel nulla anche lei e nuove cose più colorate, nitide e cariche di speranza prenderanno il suo posto.

Questa premessa lunga e molto personale è quantomeno necessaria per comprendere la dimensione estremamente intima e malinconica di questo full-length. Non aspettatevi scossoni furiosi ed arrabbiati, poiché qui ci troviamo di fronte ad una dimensione onirica, composta da strumenti tradizionali all'interno di una band, ma anche fatta di struggenti violini e violoncelli, un sassofono contralto ed una fisarmonica francese. In un primo momento, brani come "Adrian" vi sembreranno pesanti brani da cantautorato puro; tuttavia, con energia si fanno strada gli inizi in sordina tipici del post-rock (come ci hanno insegnato i maestri Sigur Ròs), per poi esplodere, come un fuoco d'artificio che colora il cielo notturno di scintille colorate. Sembra che qui i brani dipingano ricordi personali dei membri del sestetto: come per esempio il rosario avvolto nella stola della madre di uno di loro, o anche la solitudine serale che si percepisce nella già citata "Adrian", forse dettata da un cuore spezzato ed un fegato che risente di questa situazione. È un'atmosfera un po' da poeti maledetti francesi, ma non è priva di spontaneità. "Il Desiderio" è un toccante intermezzo solo strumentale e sembra crescere nella sua breve durata, come proprio un desiderio qualsiasi, per poi infiammarsi potente ne "Il Fuoco", che inizia in modo insolito, con degli effetti elettronici quasi da locale molto gettonato, per poi lasciare spazio a voci femminili eteree e dolci e a percussioni ben misurate.

Vorrei spendere qualche parola in più per la conclusiva "Dieci Minuti Al Telefono", che risulta essere il brano più impegnativo, ma assolutamente affascinante. In quei dieci minuti la voce compare solo per pochissimo, raccontando una storia un po' surreale alla Rimbaud. Dolci arpeggi di chitarra danno vita a questa descrizione bizzarra, basata su personaggi che forse non esistono. Sono niente. Ma è struggente come questo Omino di Niente non possa ricordare nulla, non dice altrettanto e mostra una fotografia vuota che va riempita. Piange e ride allo stesso tempo per la mancanza delle cose che non ha potuto vivere o sognare. La malinconia è ancor più accentuata dalla presenza degli archi. In quei lunghi minuti si pensa veramente a ciò che ci manca di più, sperando che niente finisca nel nulla e nell'oblio, proprio perché il Niente ci fa paura. Temiamo che tutto ciò che rimanga sia una foto vuota senza alcunché attorno. Sembrano quasi voluti quei lunghi secondi di silenzio al termine del brano: è poco probabile che li lascerete scorrere via senza pensare a qualcosa.

Questo "Nuvole Notturne" è un debutto interessante, che trabocca di materiale buono ed estremamente interessante. Interessante il cantato in italiano, ancor più utile e comodo vista la particolarità dei testi – anche se a volte ci vorrebbe un po' più di mordente da parte del cantante Vito. È ancora un lavoro piuttosto omogeneo, dove probabilmente si può sentire la mancanza di un brano più grintoso di tutti. Ma già così, questo disco è denso e pregno di brani e spunti decisamente non tipici di una band al debutto dopo una demo. Diamogli tempo, non c'è fretta, c'è tempo da vendere, se queste premesse dovessero essere mantenute e migliorate, possiamo aspettare ancora tanto tempo e intanto potremo ascoltare fino in fondo questo viaggio malinconico, notturno e dolce tra ricordi, memorie e pensieri filosofici.

Tracklist

01. I Ciliegi
02. L'Estasi Di Santa Teresa
03. Nuvole Notturne
04. Il Desiderio
05. Il Fuoco
06. Eco
07. Vicoli Bui
08. Adrian
09. Dieci Minuti Al Telefono