BloddyMary Partymusic 2010 00
RECENSIONI

Bloody Mary – Party Music For Graveyards

Basta dare un’occhiata ai milanesi Bloody Mary per rendersi conto quanto poco questi ragazzi hanno da spartire con la loro città e con l’ideale stereotipato della musica italiana, altrettanto lampante all’orecchio, una volta assorbito questo loro secondo lavoro in studio, come il loro cuore risieda nella Finlandia più romantica del gothic rock.

Ascoltando “Party Music For Graveyards”, difatti, sono ben due gli spettri musicali che “infestano” l’ascoltatore: quello degli HIM e quello dei The 69 Eyes. Se alla band di Ville Vallo sono direttamente riconducibili gli abbracci tra chitarra e tastiera di “Before You Fade” e “Better Down”, alla band di Jyrki 69 sono ascrivibili l’interpetazione vocale di Aldebran ed il messaggio horrorificamente ironico, nonché costantemente romantico, delle lyrics. Elementi propri della band sono uno scalpitante spirito glam, avvertibile chiaramente nel crescendo dell’intreccio vocale dell’intensa “Somebody To Love” (capolavoro del disco per chi scrive) o nel falsetto di “The Right Way”, piuttosto che una vena modernista prevalente sulla classica tastiera gotica (o retrò-horror in alternativa) su canzoni come la spigliata “Sobibor”.

Sebbene questi spiragli consentano ai Nostri di distinguersi sufficientemente da un panorama musicale che è già stato spiegato alla perfezione dalle due band che ho già citato (aggiungiamoci anche i Sentenced più morbidi o, in alternativa, gli attuali Poisonblack), è tuttavia certo che il difetto principale di questo lavoro risieda in una scarsa personalità di fondo, difetto aggravato da un’interpretazione vocale non sempre precisa e ficcante di Aldebran che, d’altronde, scontrandosi direttamente con un mostro inarrivabile come Jirky (che sa essere divertente, sensuale e torbido in modo sempre così tenebrosamente affascinante), ne esce inevitabilmente con le ossa rotte. Tuttavia, è altrettanto vero che ci sono molte melodie godibili in questo disco, canzoni che sapranno convincere senza troppa resistenza chi a queste sonorità è già avvezzo e cerca una valida alternativa italiana al classico finn-rock. Oltretutto, menzione d’onore ai solos ed al riffing delle chitarre di LaMountain e Gavin: sempre vivaci e frizzanti, sanno catturare l’attenzione con la loro melodiosità assolutamente non gratuita.

Tirando le somme: se cercate originalità a tutti i costi ed innovazione, dubito che i Bloody Mary sapranno soddisfare questa feroce sete di novità; viceversa, se cercate melodia, energia rock ’n’ roll, romanticismo gotico ed ironia horror, allora siete i benvenuti in questo party al cimitero.

Tracklist

01. Velvet
02. Better Down
03. Sobibor
04. Fallen Christ
05. Somebody To Love
06. Before You Fade
07. Dreamer
08. Getting Older
09. Pet Sematary
10. The Right Way
11. Deathly Gone
12. The Reason