I The Rabid Whole vengono dal Canada e propongono una mistura tra rock, industrial ed elettronica che francamente lascia un po’ spaesati, almeno al primo ascolto.
Per la precisione, non si capisce dove vogliano andare a parare: l’opener “Future” è null’altro che un brano che sotto l’euforia elettronica e le chitarre non offre nulla di particolarmente evocativo, “Metro” vorrebbe riprendere i primi Linkin Park in versione edulcorata, mentre “New System” è un esperimento elettronico solo in parte riuscito (paradossalmente, nella prima parte le chitarre sono assolutamente superflue ed anzi controproducenti). Fatta eccezione dell’eterea e 100% elettronica “Rhytmic Reflection”, unico vero highlight di “Refuge”, il resto dell’album più o meno continua su queste linee guida, più o meno su questi standard qualitativi, inutile quindi procedere ulteriormente con un’analisi track-by-track.
Non è un album particolarmente brutto. Semplicemente, è un lavoro alquanto insipido. Non è la prima volta che elettronica e rock si incontrano e si mescolano, ma i The Rabid Whole non dimostrano di saper amalgamare bene gli ingredienti a disposizione, se non per creare qualcosa che non va oltre l’ascolto di sottofondo.
Tracklist
01. Future
02. Metro
03. Corporate
04. New System
05. Serenity Falls
06. Solution
07. Rhythmic Reflection
08. Stargazer
09. Delusion
10. Refuge



















