Mick West è il classico uomo di Glasgow, cresciuto a pane e folk celtico. Dopo numerosi progetti, anche extra-musicali, con questo “Sark O’ Snaw” debutta su Greentrax con il proprio nome, pur circondandosi di vari collaboratori che formano quella che è, a tutti gli effetti, una band sospesa tra passato e presente.
Il folk di Mick, difatti, è di quello che si “contamina” con l’acustico, con atmosfere placide, vagamente jazz e cantautorali, per cui accanto ai classici flauti e cornamuse, ritroviamo morbide chitarre acustiche, sporadiche chitarre elettriche ed una sezione ritmica sostenuta dal classico basso e dalla batteria.
Il disco scorre piuttosto piacevole nelle orecchie, e la sensazione che la musica ci dona è quella di un artista adulto consapevole delle sue capacità. Sia chiaro: nulla di nuovo sotto il sole, questo album è identico ad almeno altri 100, alcuni anche prodotti dalla Greentrax stessa, ma è innegabile che il compito venga svolto con abbondante sufficienza. Se c’è da appuntare qualcosa al buon Mark, quel qualcosa risiede nella struttura rivedibile delle canzoni, spesso al limite della litania ossessiva in quanto a ripetitività (“Matt Highland”, “Tail Toddle”), oppure costruite su strane assonanze che, onestamente, non mi hanno affatto convinto (“Chlyde Owlett”, “Kringsatt Av Fiender” – canzone che ha fatto guadagnare a Mark un inatteso successo in Svezia).
Detto ciò, il disco rimane una buona occasione per cominciare ad avere a che fare con un certo tipo di cantautorato folk scozzese, ma se avete già cominciato ad esplorare questo affascinante mondo musicale… beh, difficilmente troverete quest’opera sufficientemente accattivante per poterla tenere in considerazione a lungo nella vostra collezione.
Tracklist
01. The Gairdner Chiel
02. Matt Highland
03. Chylde Owlett
04. Kelvin's Purling Stream
05. Kringsatt Av Fiender (Face The Foe)
06. My Last Farewell To Stirling
07. The Well Below The Valley
08. Tail Toddle
09. When A Man's In Love
10. Bloody Waterloo
11. The Rambling Sailor

















