slash orgy of the damned recensione ita
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Slash – Orgy Of The Damned

Orgy Of The Damned” è il disco blues che Slash aveva sempre desiderato fare. Dal 1996, finita coi Guns, il chitarrista si dedicò al progetto Slash’s Blues Ball, con il quale fece date in Europa e negli States, ma con l’arrivo di altri progetti – uno su tutti quello dei Velvet Revolver – l’idea di produrre un disco blues passò in secondo piano. Da anni afferma di non essere entusiasta di ciò che le nuove tecniche di produzione hanno apportato al rock, sostenendo come esse siano ottime per gli altri generi, ma evidenziando che per il vero rock ‘n’ roll occorre un approccio più spontaneo e naturale, proprio come per il blues e l’R&B vecchia scuola, una coerenza che ritroveremo in questo album. Nonostante siano tutte cover, eccetto l’ultima traccia, questo lavoro del guitar hero supera le aspettative e resterà una lucente perla nella sua discografia.

Billy Gibbons, Iggy Pop, Brain Johnson, Steven Tyler, Beth Hart, Gary Clark Jr., Chris Stapleton, Paul Rodgers, Demi Lovato, Chris Robinson, Tash Neal, Dorothy: sono questi i super ospiti scelti da Slash per il progetto, un fanta-team per tutti i gusti e che non deluderà gli ascoltatori. Soffermarsi sulla descrizione dei pezzi non avrebbe molto senso, in quanto sono tutti grandi classici del blues e risentirli interpretati da gente di questo calibro, già di per sé rappresenta una garanzia sulla qualità del tutto, c’è da scommettere che nessuno rimarrà contrariato. Certo che “Born Under A Bad Sign” con Rodgers, “Stormy Monday” con Beth Hart e “Hoochie Coochie Man” con Gibbons sono davvero tanta roba! Un LP che viaggia su bei ritmi, divertendo e provocando ottime vibrazioni, di quelle che fanno bene all’anima.

Tutti i pezzi sono belli energici e potenti, blues sì, ma molto più rockeggianti, nel perfetto stile di Slash. All’inedita “Metal Chestnut” va l’onere di chiudere il disco, questo è anche l’unico pezzo strumentale presente. Si parte con un raffinato e caldo arpeggio per poi proseguire con fraseggi carichi di overdrive e wah, per un finale ineccepibile. Diamo a Slash ciò che è di Slash, perché tra pentatoniche e misolidia vola e ci emoziona come pochi, nell’album è praticamente impeccabile. Nonostante alcune critiche ingenerose che si sentono nei suoi confronti, si tratta di un musicista abile e preparato, più di quel che dimostra. Il suo stile, per cui è diventato famoso, è stato spesso posto davanti a tutto, magari sacrificando gesti più tecnici o sonorità più particolari. Tuttavia è difficile dare contro a questa scelta, perché è stata un successo che continua a ripagarlo e noi siamo qui, nel 2024, a goderci un ottimo album blues.

Tracklist

01. The Pusher (feat. Chris Robinson)
02. Crossroads (feat. Gary Clark Jr.)
03. Hoochie Coochie Man (feat. Billy Gibbons)
04. Oh Well (feat. Chris Stapleton)
05. Key to the Highway (feat. Dorothy)
06. Awful Dream (feat. Iggy Pop)
07. Born Under a Bad Sign (feat. Paul Rodgers)
08. Papa Was a Rolling Stone (feat. Demi Lovato)
09. Killing Floor (feat. Brian Johnson, Steven Tyler)
10. Living for the City (feat. Tash Neal)
11. Stormy Monday (feat. Beth Hart)
12. Metal Chestnut

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