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Intervista – The London Souls (Tash Neal)

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Buongiorno Tash! I London Souls sono una realtà musicale ormai in giro da anni; ma etichettarvi non è nè semplice, nè giusto: chiedo allora di presentare voi quello che i London Souls effettivamente sono!

Buongiorno a te e bella domanda! Come hai detto, etichettare è difficile, ma se dovessi per forza scegliere un genere, decisamente rock'n'roll… Ma un rock senza limiti o canoni, soprattutto nella scrittura e nella concezione dei pezzi. La nostra musica è semplicemente noi che ci esprimiamo con i nostri strumenti!

Quando cominciai a informarmi su di voi, una cosa mi è saltata immediatamente all'occhio: le prime prove le avete fatte…via telefono? Sul serio?

Sì, è verissimo! Eravamo divisi, perchè io abitavo a Washington per la scuola e gli altri ragazzi a Brookland, e quindi prima di vederci dal vivo suonavo la chitarra al telefono accompagnando quello che loro suonavano. Devo dire che già da quei momenti sentivamo una certa alchimia!

E poi c'era anche della latenza, ovviamente…Ancora di più perchè a quei tempi non c'erano iPhone: era proprio suonare al telefono!

Veniamo al punto focale dell'intervista: il vostro nuovo album Here Come The Girls, uscito il 12/07!
In che termini pensi che sia differente dal precedente self-titled, quali nuovi elementi avete inserito, e come può rappresentare la vostra evoluzione come musicisti?

Penso che la prima dichiarazione di quest'album sia la nostra crescita a livello di songwriters e musicisti. Chris (St.Hilaire, batterista, ndr) ed io siamo entrambi polistrumentisti, quindi possiamo coprire gran parte di quello che vogliamo a livello di scelte sonore per il disco. Su quest'album siamo solo io e Chris, abbiamo lavorato in duo, e devo dire in maniera veloce e con risultati perfetti!

Ascoltando i primi brani dell'album, una cosa si nota immediatamente: sono un perfetto esempio del conciliare una composizione studiata con la potenza del live per il pubblico: molte componenti coinvolgono l'ascoltatore, e lasciano grandi aspettative per le performance dal vivo. Quanto è importante tutto ciò per voi?

Sono completamente d'accordo con te! Spero che la gente colga lo studio messo dietro ogni composizione di questo disco, ma allo stesso tempo…Noi SIAMO live. Anche in studio, suoniamo come se stessimo su un palco; nel senso che quello che ascoltate è effettivamente una performance live. Vogliamo – ma poi comunque altro non possiamo fare – veicolare un senso di dinamica; chè ogni performance non può più accadere, perchè sono tutte diverse fra loro. Non mi piace molto la musica troppo artificiale e rettificata, voglio che si senta che sta succedendo qualcosa di vero e vivo.

E a proposito di questo, continuando a scorrere le track dell'album e ascoltando Isabel (di chiara ispirazione Beatles, ma addolcita e moderna), si notano le splendide "perfette imperfezioni" nell'arrangiamento, sublimate dal fatto che è una canzone acustica. Ogni plettrata sulla chitarra è diversa, ha la sua dinamica, esattamente come se fosse suonata di fronte a noi. Niente è stato corretto digitalmente: cosa c'è dietro queste scelte di mettere su disco brani così vivi e intonsi?

L'ispirazione principale per questa canzone è effettivamente nata dopo aver ascoltato i Beatles: là ho scritto il testo. Poi la musica è arrivata uno o due anni dopo; ho semplicemente aspettato, perchè la musica arriva quando arriva, non puoi forzarla o comandarla.

Per quanto riguarda l'approccio alla registrazione studio e il risultato finale, è effettivamente tutto live nella maniera più concreta possibile: io che ho cantato mentre suonavo…Ed è una first take!

Quando fai musica con l'approccio che abbiamo noi, o comunque ogni volta che registri, devi capire quando una take è buona oppure no. In questo caso, per fortuna, è bastato il primo tentativo! Evidentemente la canzone era totalmente matura.

Chitarre potenti, rock e…ragazze. Ecco quali sono i vostri punti principali…O così sembra. Ma c'è di più nei London Souls che improvvisazione e ispirazione dai grandi degli anni '70: quali sono i vostri tratti moderni e personali?

Sì, c'è l'ispirazione dei grandi artisti, ma la musica viene dalla NOSTRA prospettiva. Essendo io e Chris nati negli anni '80, non abbiamo veramente vissuto i Led Zeppelin o i Beatles, quindi abbiamo comunque un imprinting diverso, dopo aver visto migliaia di pop band, e la crescita della tecnologia.

Tutto questo si riflette poi nel fatto che i nostri pezzi sono totalmente personali, parlano di noi tramite noi e le scolpiamo forti delle nostre esperienze. Eppure rimane la componente interpretativa; una canzone d'amore che io scrivo per una donna, per esempio, può essere presa dall'ascoltatore per relazionarsi con il proprio sentimento; dunque personale, sì, ma passibile di interpretazione.

La situazione di un gruppo di pochi elementi è davvero difficile: in pochi bisogna fare moltissime cose: cantare, suonare, e cercare di riempire tutto. Come vi approcciate a tutto ciò, e avete mai pensato ad aggiungere musicisti?

Le nostre peformance live sono rette tutte da me e Chris in duo. Quindi io devo suonare la chitarra con molta attenzione a produrre anche molte frequenze più basse, perchè con Chris che costruisce il ritmo, tutto l'ambiente musicale devo riempirlo io.

Dopo il mio incidente in auto non siamo più andati in tour con un bassista o comunque con terze parti; mi piace sentire la perfetta alchimia con Chris e la nascita di musica viva, dinamica, elettrica e viscerale. Poi, fortunatamente la musica – per lo meno per come la vediamo noi – è una situazione sempre cangiante, quindi capita comunque di suonare in più di due elementi, sempre creando momenti nuovi e irripetibili.

 

Fra pochi giorni verrete in Italia (26/07 a Lucca, 27/07 a Roma, 29/07 a Piazzola Sul Brenta) in supporto di Lenny Kravitz. Come state vivendo questo tour?

Il tour comincia domani (rispetto al giorno dell'intervista, ndr) e noi non abbiamo mai aperto per Lenny Kravitz, un artista così importante. Ora siamo in Spagna e siamo emozionatissimi, ma sopratutto felicissimi e grati. Non vediamo l'ora di venire in Italia!

E allora arrivederci a quando arriverete qui! E non c'è miglior augurio di chiedere io a te cosa c'è nel futuro dei London Souls!

Di sicuro un altro disco. Poi, più concerti con più gente.

E in generale, ulteriore crescita: c'è così tanto che può essere carpito e interpretato. Non si può forzare la musica!

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