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The Lurking Fear – Death, Madness, Horror, Decay

Continua nel segno di H. P. Lovecraft e scrittori affini il nuovo LP dei The Lurking Fear, l’entità costola degli At The Gates, dal momento che tre membri su cinque appartengono alla line-up dello storico combo svedese. Ciò che in origine appariva soltanto un side-project ispirato al vasto immaginario del solitario di Providence, oggi si giova, invece, di una struttura e di una convinzione tutt’altro che effimere, tese a scandagliare il perturbante attraverso una proposta musicale ruvida e d’impatto. A tal proposito, sembra quasi che sussista una proporzionalità inversa nella relazione tra band madre e band figlia: se, con il recentissimo “The Nightmare Of Being” (2021), la prima ha virato verso territori tinti di progressive, riprendendo la vena sperimentale degli esordi, la seconda, in “Death, Madness, Horror, Decay”, solca a gonfie vele il mare turbolento di un death metal di ascendenza classica, denso, sporco e oppressivo.

Certo, la presenza di un cantante così peculiare quale Tomas Lindberg e quelle di Adrian Erlandsson e Jonas Stålhammar conducono talvolta il quintetto attraverso territori nei quali l’influenza degli ultimi ATG emerge decisamente più invasiva (la strisciante e sinistra montagna d’orrore eretta in “Architects Of Madness” parla da sé). In ogni caso, complice una formazione che vede protagonisti anche Fredrik Wallenberg e l’ex-Edge Of Sanity Andreas Axelsson, l’act agisce e vive in maniera autonoma, tuffandosi nel passato con attenzione maniacale, selvaggio abbandono e la medesima onestà intellettuale dei conterranei Bloodbath. L’energia e il groove sgorgano a fiotti massicci dall’album, con riff che fiammeggiano cupi come ai tempi dell’età aurea del genere e incendiari blast beat on demand: un tornado oscuro e implacabile corredato da accenni grind e hardcore punk, che la voce di Tompa riesce a sostenere dignitosamente, benché gli anni e la fatica inizino a farsi sentire.

I quattro pezzi d’abbrivio (“Abyssal Slime, “Death Reborn”, “Cosmic Macabre”, “Funeral Massacre”) terminano in un istante, ricordando, nella loro inquietante e vorace essenzialità, i lavori dei migliori Entombed; a seguire la title track e “In A Thousand Horrors Crowned” alzano la posta a livello di complessità, grazie a improvvisi cambi di ritmo che lasciano precipitare i brani in sabbie mobili di sapore doom. Una vocazione al rallenty mortifero che investe il resto della tracklist, da “Kaleidosocpic Mutations”, con la non casuale presenza al microfono di Chris Reifert degli Autopsy, ad “Ageless Live”, sino alla chiusa da incubo “Leech Of The Aeons”. “Restless Death” e “One In Flesh”, macigni a velocità supersonica capaci di spaccare timpani e subwoofer, riequilibrano le tendenze di un opus assai curato, diverso da questo punto di vista dal pur buon predecessore “Out Of The Voiceless Grave” (2017).

“Death, Madness, Horror, Decay” è il disco old school che non passa mai di moda, declinato dai The Lurking Fear con passione, pensiero ed esperienza. A cavallo fra Svezia e Stati Uniti e oltre le montagne della follia.

Tracklist

01. Abyssal Slime
02. Death Reborn
03. Cosmic Macabre
94. Funeral Abyss
05. Death, Madness, Horror, Decay
06. Architects Of Madness
07. In A Thousand Horrors Crowned
08. Kaleidoscopic Mutations
09. Ageless Evil
10. One In Flesh
11. Restless Death
12. Leech Of The Aeons

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