Sono passati quasi quarant’anni da quando i The Offsping hanno portato il punk californiano underground al successo internazionale, vendendo 45 milioni di dischi e rivoluzionando quel sound in tutto il mondo. E finalmente sono tornati alle origini.
Rispetto alla formazione iniziale, questa volta il cantante Dexter Holland e il chitarrista Noodles sono accompagnati dal bassista Todd Morse, il batterista Brandon Pertzborn e il percussionista Jonah Nimoy. Il nuovo batterista, infatti, si è ufficialmente unito alla band lo scorso maggio, per prendere il posto di Josh Freese (entrato nei Foo Fighters). In “Supercharged” c’è ancora il tocco evidente di Freese, che emerge con prepotenza, pesantezza, velocità e precisione in alcuni brani; ma Pertzborn è entrato nella band giusto in tempo per lasciare su disco i suoi primi contributi, mostrando di non essere lì per caso.
10 brani, 30 minuti di ascolto: i The Offspring sono tornati carichi come ai vecchi tempi, come tutti noi volevamo. Nonostante l’età, spingono ancora con voce, chitarre e batteria, e, rispetto agli ultimi album come “Days Go By” – dalle sonorità più reggae e melodiche che si discostavano dal punk a cui tutti noi eravamo abituati – in “Supercharched” rivediamo la storica band punk dai suoni veloci, crudi e pesanti come nei capolavori “Smash” e “Americana”, aggiungendo un tocco di intensità e modernità. Proprio come nell’album del 1998, riecheggiano alcune sonorità tipiche di quei brani che ci hanno fatto innamorare della band, soprattutto nelle chitarre distorte, ma riarrangiate in chiave moderna. A pensarci bene, forse, questo nuovo lavoro avrebbe dovuto iniziare con le parole “Welcome to Americana”… 26 anni dopo.
La canzone che apre il nuovo album, “Looking Out For #1”, sembra una riscrittura dello storico brano “Original Prankster”, con dei tocchi di modernità. Subito dopo, però, il disco entra nel vivo con “Light It Up”, un brano punk rock veloce e in puro stile The Offspring. Tuttavia, oltre a brani che risuonano come tracce del passato, possiamo trovare canzoni diverse tra loro, che spaziano dalle sonorità punk più moderne, fino a spingere dal punto di vista emotivo (“Ok But This Is The Last Time”) o da quello più aggressivo, come in “Come to Brazil”. Proprio quest’ultima può ricordare i Metallica – e infatti troviamo Bob Rock in cabina di regia – ma viene arricchito dai cori verso la fine, ironizzando sulle continue richieste dei fan brasiliani di suonare nel loro Paese. Tra gli highlight del lavoro, troviamo anche il primo singolo “Make It All Right” – brano più rassicurante dal punto di vista tematico – e “Get Some”, sicuramente una delle tracce più divertenti del lotto, che si discosta un po’ dal punk per entrare nelle sonorità del rock classico, con un bell’assolo di chitarra.
Questo “Supercharged” è energia pura dall’inizio alla fine, dal punto di vista musicale quanto da quello tematico, con diversi temi che partolo dalle aspirazioni alle lotte, fino ad arrivare alla celebrazione della vita. Poco altro da dire, gli Offspring sono tornati.
Tracklist
01. Looking Out For #1
02. Light It Up
03. The Fall Guy
04. Make It All Right
05. Ok, But This Is The Last Time
06. Truth In Fiction
07. Come To Brazil
08. Get Some
09. Hanging By A Thread
10. You Can’t Get There From Here



















