CONCERTILIVE REPORT

The Zen Circus – L’Ultima Casa Accogliente Tour

Vidi gli Zen l’ultima volta in un TPO di Bologna a dir poco tappato, una commistione di persone ed eccitazione che se ci penso sento ancora (insomma, altri tempi), e in una città che ti cambia almeno un po’ anche se solo la attraversi. Avevano da poco pubblicato “La Terza Guerra Mondiale”, uno sfacciato e provocatorio augurio che sembra quasi aver sfiorato la realizzazione, un album di cantautorato essenziale, nello strumentale e nelle liriche: “L’Anima Non Conta” l’abbiamo cantata tutti, una spacca-cuore piena di sbiadite istantanee sentimentali.

C’è stato poi “Il Fuoco In Una Stanza”, e meno di un anno fa, “L’Ultima Casa Accogliente”, distanti soltanto due anni nello spazio temporale, ma, l’ultimo, figlio di un tempo che ha stravolto le nostre esistenze, realizzato alcune delle più grandi paure, posto dei quesiti fondamentali ed esasperato tutte le contraddizioni della società in cui viviamo.

Siamo, finalmente, a settembre 2021, in un Carroponte a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, pieno di sedie allineate, tutti ordinatamente seduti, tutti che ci auguriamo di poter tornare a vedere i concerti nel modo giusto, ma grati di avere almeno questa semi-composta possibilità.
Quando è showtime, dopo un’intro di battiti di cuore e sospiri, sfociamo in una “Non” acustica, tratta dal (quasi) neonato ultimo lavoro in studio. È un’inizio di negazioni: segue infatti una paradossalmente danzereccia “Non Voglio Ballare”, ed è un via vai tra tante storie: l’antemica “Andate Tutti A Fanculo”, l’ultra realismo di “Figlio Di Puttana” – della quale assisti alle scene, vedi i colori e senti i suoni, parli con un padre, così come quello di “Bestia Rara”, la storia di Filomena che non veniva cantata da un po’.
Arriva anche “L’amore è una dittatura” con Appino al centro, il viso incorniciato dai boccoli scuri, che canta ribellandosi agli imperativi categorici; fino agli encore con “L’Anima Non Conta”, “Viva” e – “forse vi facciamo la sorpresa” – una “Vent’anni” acustica (nel senso proprio di “non amplificata”), cantata dalla platea che travolge il volume della band.

Abbiamo vissuto mille vite in una sola serata, fumato mille sigarette, attraversato mille crisi e desiderato una rivolta dentro e fuori, portati in giro dal Circo Zen, dalla poetica italiana, sfacciata e cruda di Appino e dai suoi amici di una vita Ufo e Karim, insieme al Maestro Pellegrini. Dopo due ore di set e unici protagonisti, gli Zen Circus sono abbracciati al centro del palco, ci salutano, noi davanti a questo, affaticati da tanta emozione, qui, in un luogo – il palco, la platea, il concerto – che è davvero poi “L’Ultima Casa Accogliente”.

Setlist:

Non
Non voglio ballare
Catene
Come se provassi amore
Il fuoco in una stanza
Andate tutti affanculo
Catrame
Ilenia
Fino a spaccarti due o tre denti
Appesi alla luna
Canta che ti passa
Figlio di puttana
Bestia rara
L’amore è una dittatura
L’ultima casa accogliente
Encore:
L’anima non conta
Viva
Vent’anni

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