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Intervista – Towers Of London (Tommy Brunette)

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Ciao Tommy, benvenuto sulle nostre pagine!

Grazie per avermi ospitato. Mi piace questo posto.

I Towers Of London sono stati silenziosi dal 2009, prima di riemergere quest'anno. Dove siete stati?

In un sacco di posti, alcuni belli, altri brutti. Ci abbiamo messo tanto per renderci conto che i Towers sono il posto dove si trovano i nostri cuori, e tutti i nostri bei momenti.

Siete tornati sul palco lo scorso settembre. Vi aspettavate che andasse sold out? Cosa vi mancava di più dei concerti?

No, non ci aspettavamo il tutto esaurito. Volevamo suonare per un po' di gente. Prima di questo concerto abbiamo provato in studio per un anno buono, è stato bello liberare parte della nostra nuova musica al pubblico. Non aspettavo che funzionassero così bene, ma sono pezzi punk rock, le persone hanno bisogno di punk rock nella loro vita, fa bene all'anima. Mi mancava quella sensazione di incertezza che hai quando sali sul palco, quei livelli di entusiasmo che salgono incontrollatamente quando sei on stage. E' una sensazione che non sai mai come affrontare. Ma la liberi alla fine dei concerti.

Il vostro terzo studio album sarà pubblicato nel 2016. Puoi dirmi qualcosa riguardo il disco? State provando qualcosa di nuovo?

Per quanto posso dirti, finora suoa parecchio elettrizzante, ci sono canzoni che secondo me in Blood, Sweat & Towers non c'erano. Sono canzoni che possono definirci, come band. Abbiamo due bravissimi nuovi membri, che hanno aggiunto molto alla band con il loro modo di suonare. Certo, i vecchi ragazzi sono grandiosi a loro volta… ma questi qui sono così freschi che li dobbiamo tenere in frigo.

"Shake It" ha vinto il premio "Canzone del giorno" su NME ed è stata passata molto in radio anche in Italia. Siete sorpresi di una risposta così positiva al pezzo? Pensi sia un buon esempio del sound dell'album?

"Shake It" è un bel pezzo, una canzone solida. Non conquisterà il mondo, ma si merita qualche recensione favorevole. Il nostro obiettivo, come band, è continuare a pubblicare canzoni di cui siamo orgogliosi, e cercare di fare ogni volta un po' meglio della precedente. E' un buon campione di quello che c'è nel disco, ma fidati di me quando ti dico che vogliamo continuare a fare di meglio.

All'inizio della vostra carriera vi chiamavate "The Tourettes", e nella vostra line-up ci sono ancora diversi pseudonimi. Come sono venuti fuori?

Io e Stevie siamo gli unici due che usano i loro veri nomi. Degli altri non so dirti. Avranno qualcosa da nascondere….

La vostra carriera è stata segnata da qualche momento difficile, nel corso degli anni. Qual è stato il momento più bello che hai vissuto con i Towers Of London. E il peggiore?

Il migliore, per me, è stato sicuramente aprire il main stage al Reading Festival del 2006. Ci meritavamo quello slot, e abbiamo sfruttato veramente bene quell'opportunità. Mi dispiace invece come ci siamo separati con i nostri vecchi compagni. E' stato un periodo molto difficile, avremmo potuto gestirlo meglio.

Oggi, guardandoti indietro, cosa ne pensi dell'ingresso di Tourette nella casa del Grande Fratello per celebrità inglese? Ha creato una pubblicità negativa alla band?

Ai tempi, credo l'abbia fatto perché la band era davvero in difficoltà. Eravamo senza soldi, pensavamo che potesse darci un po' di ossigeno. La cosa ha funzionato per qualche mese, ma non è bastato per riempire le crepe che avevano cominciato a palesarsi già da qualche mese.

Ho sentito che per "Blood, Sweat & Towers" dovevate lavorare con Rick Rubin, ma tutto si è risolto in un nulla di fatto a causa di scelte della casa discografica. E' vero? Qualche rimpiuanto?

Rubin ci ha fatti andare fino a Los Angeles, a suonare uno show privato per lui e per la sua casa discografica, nel 2005. Abbiamo buttato il soffitto a terra in quell'occasione, e ci ha chiesto di restare a Los Angeles e firmare con la sua etichetta. Avevamo già organizzato dei concerti a New York, e abbiamo dovuto andarcene il giorno successivo. Quando siamo riusciti a incontrarlo di nuovo, uno dei tizi conservativi della A&R l'ha convinto che eravamo troppo rischiosi. Non provo nessun rancore, sinceramente. Quel breve periodo che abbiamo trascorso con Rubin è stato molto proficuo per noi, è un grande e ci ha dedicato tantissimo tempo. Non possiamo che ringraziarlo per averci dato un'opportunità.

Qualche anno fa Donny Tourette ha dichiarato in un'intervista: "Ci vestiamo diversamente, ci comportiamo diversamente, suoniamo diversamente. I rocker ci odiano perché pensano che siamo dei punk. I punk ci odiano perché pensano che siamo rock. Gli indie rockers ci odiano perché pensano che siamo troppo commerciali, e i mainstream rockers ci odiano perché ci odiano e basta". E' così anche oggi?

Sagge, appassionate parole di DT, ci aveva preso. Oggi penso che la situazione sia diversa, la gente sta mettendo un po' di pericolo e di entusiasmo nella sua musica. Qualcosa che ti faccia buttare giù i capelli e alzare in aria due dita. Veniamo in pace, ma siamo comunque armati di una bottiglia di vodka.

Qualcuno di voi in passato ha rilasciato delle dichiarazioni non proprio d'amore nei confronti di Coldplay e Oasis. Qual è il fattore decisivo che ti fa distinguere tra buone band e "altre" band?

In realtà, io Dirk e Donny siamo cresciuti con poster degli Oasis nelle nostre camerette… e anche i Coldplay mi piacciono. Fanno buona musica, sono gli U2 dei tempi moderni. Alla fine, se una band non mi piace, posso semplicemente non ascoltarla. Ci vuole tanto tempo per scrivere una canzone, per esporla al giudizio del mondo. Ci vuole fair play con i musicisti, che facciano musica buona, brutta o di merda. Ogni canzone ha il diritto di avere un posto del mondo… anche se magari è il mio cestino.

Com'è stato andare in tour con i Guns N Roses? Scommetteresti su una loro reunion?

E' stata un'esperienza epica. Axl ha chiamato il nostro management e ci ha chiesto di unirci a loro per due date. Secondo alcuni rumors lui avrebbe chiamato Donny personalmente, ma che Donny gli abbia risposto che era troppo impegnato nel farsi fare una pedicure. Abbiamo guardato i concerti fianco a fianco, a bordo palco, è stato uno spettacolo. Sapeva veramente come condurre uno spettacolo. Un frontman straordinario, un grande songwriter. Spero che Donny risponda al telefono quando ci telefono quando ci chiamerà per fargli da support act del loro tour di reunion.

Avete qualcosa in mente per il nuovo tour? Cosa ci possiamo aspettare dalle tre date in Italia?

Abbassatevi i pantaloni e afferratevi le chiappe, sarà un tour devastante. Datevi da fare nel moshpit!

Questa era l'ultima domanda! Vorresti lasciare un messaggio ai nostri lettori e ai vostri fan?

Grazie per il tempo che ci avete dedicato, e per aver letto le mie farneticazioni. Voglio bene a ognuno di voi, stronzi.

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