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Intervista – We Came As Romans (Joshua Moore)

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Ciao, e benvenuto su Spaziorock.it! Cosa stai facendo di bello?

Sono seduto sul nostro tour bus! Ho appena finito il sound check e sto facendo una video intervista.

Piccolo spazio per introdurre la tua band agli ascoltatori italiani.

Siamo una band metal di sei membri, da Detroit (Michigan). Portiamo un messaggio molto positivo ed è veramente importante per noi provare a diffonderlo.

Il vostro secondo album, “Understanding What We’re Grown To Be”, è uscito in questi giorni. Immagino siate davvero entusiasti! Com’è andato il processo di scrittura? Avete composto durante il tour o vi siete presi del tempo proprio per concentrarvi sui nuovi pezzi?

L’album è stato scritto quasi interamente in tour, ed è stato davvero difficile comporre mentre eravamo in giro, ma sono molto felice di come è venuto fuori!

Nel titolo avete usato la parola “grown” (cresciuto): è riferita alla crescita naturale che una band di solito affronta dopo il primo disco? Posso dirti che, paragonando “To Plant A Seed” (il loro primo album, NdA) con questo nuovo lavoro, ho notato che avete sviluppato ogni parte del vostro sound, quindi magari il riferimento è vero, e il seme è diventato un albero bello grande!

Sì, l’intero CD parla assolutamente di come capire che tipo di persona sei, e di come continuare a migliorarti, per essere la persona che vuoi diventare.

 

Ho anche notato che le canzone del nuovo album sono molto più strutturate rispetto al passato, senza il tipico formato “strofa-ritornello-ponte”. Siete stati influenzati da qualcuno (per esempio, altre band con cui avete condiviso il tour) durante il processo di composizione o è una cosa venuta fuori in maniera naturale?

E’ semplicemente il modo in cui sono venute fuori, ciò che piaceva a me e agli altri ragazzi della band. Una progressione naturale.

Quali sono gli argomenti che più ricorrono nei vostri testi? Ho letto in rete che siete stati descritti come una band di metalcore cristiano, ma a volte quest’etichetta è appiccicata a ogni gruppo che parla di argomenti positivi. Qual è il vostro caso?

Giusto, noi non includiamo alcun tipo di religione o politica nella nostra musica; proviamo soltanto a essere positivi. E incoraggiare l’attenzione sulla costruzione di relazioni, sull’amare gli altri, e sull’essere ottimisti anche quando le cose non vanno bene.

Un altro grosso passo avanti per voi è rappresentato dalla firma con la Nuclear Blast per il mercato europeo. Immagino tu sappia che si tratta probabilmente della più importante etichetta metal in Europa; raccontami di come vi hanno contattato e come vi siete sentiti una volta saputo del loro interesse. A proposito di Europa, avete già programmato un tour oltreoceano?

Sia noi che l’etichetta abbiamo mostrato un interesse reciproco a lavorare insieme, per sviluppare la nostra band a livello internazionale, e abbiamo sicuramente in programma di tornare in Europa nel 2012.

Con la spinta della vostra nuova casa discografica, posso immaginare che avrete tante opportunità di suonare da noi!

Siamo molto entusiasti di crescere e farci conoscere in Europa, nonché di tornare da voi molto presto!

 

Cosa pensi della diffusione della musica in rete? Oggi tutti possono ascoltare musica senza spendere un centesimo (non necessariamente in modo illegale, basti pensare a youtube o grooveshark) ma dall’altro lato, con una diffusione più ampia, il tuo gruppo può guadagnare nuovi fans che potrebbero venire ai vostri concerti.

Sì, è una cosa decisamente “agrodolce”, perché le persone si prendono quello su cui tu hai lavorato duro e per la cui realizzazione hai speso migliaia di dollari, ma è una cosa positiva avere la possibilità di raggiungere con la tua musica ascoltatori che altrimenti non potrebbero permettersi di comprare i dischi.

Probabilmente ogni intervistatore italiano vi chiede questa curiosità, ma è una cosa che mi è balzata in mente sin dalla prima volta in cui ho sentito il vostro nome…perchè vi chiamate We Came As Romans? Immagino sia un palese riferimento agli antichi romani, e ho addirittura pensato che, con la vostra musica, vogliate arrivare, vedere e conquistare (come recita il motto “veni, vidi, vici” usato da Giulio Cesare)!

E’ solo un nome che abbiamo scelto quando eravamo molto giovani, intorno ai 16 e 17 anni. Onestamente non avremmo mai pensato che la band sarebbe diventata tanto famosa e che avrei fatto un’intervista in cui mi sarebbe stato chiesto qualcosa a proposito del nostro nome.

E’ tempo per un piccolo indovinello: quale band, circa 10 anni fa, ha chiamato se stessa “Romans” in uno dei più importanti album della scena metalcore? Se conosci la risposta, ti guadagnerai tutto  il mio rispetto!

Subiamo un sacco di critiche dai metal fans più vecchi, che ci accusano di aver rubato il nome della nostra band dall’album “We Are The Romans” dei Botch. Ma a dir la verità, io ho sentito parlare di quel disco soltanto anni dopo aver già scelto il nostro nome.

Il vostro sound è composto da diversi elementi: metalcore, voci pulite, elettronica. Guardando al passato, quali sono le tue maggiori influenze? Quali band ti hanno fatto dire “voglio suonare uno strumento”?

Al liceo ascoltavo parecchio Brand New e Taking Back Sunday, così come Underoath e As Cities Burn. Tutti loro mi hanno decisamente influenzato.

Bene, abbiamo finito: spazio per i saluti, per provare a conquistare nuovi fans o qualsiasi altra cosa. Grazie mille!

Grazie! Mi auguro che tutti diano un’opportunità a “Understanding What We’re Grown To Be”!

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