L’amore per la natura e, in modo speciale, per gli animali rappresenta per molte persone e per molti artisti dello showbiz uno di quei valori considerati inviolabili; pertanto, comportamenti riconducibili a forme di crudeltà o violenza nei confronti del mondo animale contribuiscono spesso a collocare chi ne è responsabile in una posizione “scomoda” agli occhi dell’opinione pubblica e del mondo artistico.

Ed è grazie a questa presa di posizione che Brian May, fondatore e storico chitarrista dei Queen già da tempo attivista nella difesa dei diritti degli animali, ha espresso una netta riluttanza alla proposta avanzata dall’organizzazione del festival di Glastonbury di ospitare la band britannica nel proprio cartellone. Lo ha detto durante una recente intervista al Daily Mail. Il fulcro della suddetta controversia è, infatti, rappresentato da Michael Eavis, fondatore della storica manifestazione, noto per la sua attività di cacciatore di tassi, una pratica che il musicista considera eticamente inaccettabile.

Il chitarrista ha affermato:

A loro piace uccidere i tassi e pensano che sia per sport, e questa è una cosa che non posso sostenere perché abbiamo cercato di salvare questi tassi per anni e continuano a essere uccisi per anni, quindi è per questo che ci stiamo perdendo questa opportunità

Per May, partecipare ad un evento legato a pratiche lesive della fauna selvatica sarebbe in aperto contrasto con i valori che da tempo sostiene pubblicamente. Non parliamo, quindi, di una presa di posizione isolata, ma dell’espressione coerente di un impegno civile che il musicista porta avanti da anni con ferma convinzione, e di cui aveva già parlato in passato in numerose interviste.

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