Era il 1994 quando una band di ragazzini della provincia di Milano suonava al Bloom di Mezzago. 30 anni di musica on the road, di ska, di punk. È cambiata solo la formazione diverse volte, gli Shandon ci scherzano anche sul palco del Legend di Milano per l’ultimo live del 30 Years on the Road tour, ma la voglia di suonare e di divertirsi è rimasta sempre la stessa.

La serata inizia puntuale alle 21.15 con un pubblico che abbraccia diverse generazioni: dagli storici sostenitori della band ormai diventati adulti e genitori (qualcuno ha portato anche i figli), fino ai più giovani. Impeccabili con i loro kilt e giacche punk, Olly e compagni partono dritti tutto d’un fiato con i loro grandi classici fino a rendersi conto che “ci dicono sempre che suoniamo senza pause”. Sotto il palco diversi momenti accompagnano tutto il live: gente che poga, che balla ska o si muove semplicemente a ritmo di musica, mentre un ragazzo fa stage diving sulla folla.

Il pubblico ama gli Shandon e Olly Riva, tra una pausa e l’altra, invita sul palco diversi amici, o meglio, diversi batteristi, scherzando su quanti durante tutta la loro carriera ne hanno cambiati (“Consumiamo batteristi come le matite”). La serata prosegue tra cover di band italiane, tra i quali non possono mancare i Casino Royale (“la band che mi ha cambiato la vita” ,dice Olly), fino al best of dei 30 anni con ospiti da tutto il mondo, come i Punkreas nel brano “Chissenefrega” (“e chissene frega se non la sapete” e Silvio Carruozzo dei Persiana Jones per “Evoluzione”.

Shandon
Ph: Filippo De Dionigi

Continue sorprese al Legend, perché gli Shandon durante la serata annunciano che il nuovo album “Social Suicide” è appena stato completato e che verrà pubblicato tra aprile e maggio. Ma i regali non son finiti, così possiamo anche assaporare due inediti, tra cui “It Alien”, pezzo dedicato agli italiani alieni come noi, quelli a cui non piacciono la canzone di Sanremo, il calcio nazionale o la chiesa, ma sono solo accomunati dal sudore addosso.

I ragazzi non provano quasi mai prima dei live e, forse, il segreto degli Shandon, oltre alla bravura di tutti i musicisti, è il forte legame che li caratterizza, tra musica e amicizia. La serata prosegue con “Questosichiamaska”, canzone amata da tutto il pubblico, ma la più odiata da Olly Riva che ne approfitta per invitare Formy, cantante dei Rubber Room, sul palco a cantarla al suo posto (“oh, la canta meglio di me”). Intrattenimento e divertimento di ogni tipo, dallo schiocco delle dita a ritmo di musica, ai cori cantati dal pubblico perché il frontman non ha voce, fino al bellissimo arpeggio di “Viola”, cantata a squarciagola da tutti i presenti. C’è anche tempo per dividere la sala a metà e “tirare giù questo pilastro del Legend”, per poi partire con un pogo violento sulle note di “Janet”.

Dopo oltre 30 anni di carriera, gli Shandon ci regalano anche in questa occasione un’ora e mezza di pura musica, riconfermandosi uno dei migliori gruppi ska punk in circolazione – vederli per credere!

Setlist

It’s Alright
Ruvida
Steady Night
A Knightly Forest
Egostasi
Uomini
Run Police Run
Tony Alva
Chissenefrega
It Alien
Adondo
Evoluzione
GG Is Not Dead
Noir
Liquido
Viola
Washing Machine
Placebo Effect
Like I Want
My Friends
Liar
Casino Royale
PNX
Janet
Questosichiamaska
Proud Mary
Legacy

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