È un tuffo indietro negli anni ’90/2000 quello a cui assistiamo nella cornice del Sequoie Music Park, al Parco delle Caserme Rosse di Bologna, con gli Skunk Anansie, una band che non ha decisamente bisogno di presentazioni. Una vertigine che però non coinvolge solo i ragazzi di quei tempi ma anche tantissimi giovani “d’oggi”, evidentemente attirati dalla fama e dalla qualità di un gruppo ormai iconico del panorama rock mondiale.La formazione inglese è a Bologna per la quarta data di un ricchissimo tour europeo che ha toccato e toccherà svariate città italiane, spesso “snobbate” dai grandi nomi della musica internazionale e che di sicuro ha mobilitato un numero davvero alto di fan di vecchia e nuova data della città felsinea e dintorni.

Lo show inizia con in apertura una band barese, i Couchgagzzz, nata nel 2021 e con solo un album all’attivo ma già con una carriera in ascesa, ospitati da BBC 6 nell’ambito di un programma sulle nuove proposte musicali internazionali e, ovviamente, grazie alla condivisione del palco con un nome importantissimo come appunto quello degli Skunk Anansie. I quattro, sfoggiando maglie a righe bianche e nere da arbitro, procedono a sfoggiare il loro rock super energetico, condito di sintetizzatori e contaminato di punk adrenalinico; il pubblico di Bologna è subito preso dai loro ritmi incalzanti e si crea un bel feeling, fondamentale per preparare gli animi per gli headliner.

SkunkAnansieBand

Gli Skunk Anansie arrivano puntualissimi alle 22 sul palco del Sequoie Music Park e tirano fuori subito le armi pesanti con una tiratissima versione di “Charlie Big Potato”, uno dei loro più grandi successi. Skin, ultima ad apparire sul palco, accolta da un’immensa ovazione, outfit nero e verde acido, prende letteralmente possesso dell’intera venue, in poche note della sua potentissima voce ogni singolo avventore è a dir poco incantato. Come prevedibile, la scaletta spazia tra vecchi e nuovi successi, tutti accolti con calore dal pubblico bolognese: “Because Of You” segue subito ed è una prova ancor più lampante della forma incredibile di Skin e compagni, un’esecuzione viscerale e potente, da veri fuoriclasse. Seguono in batteria una serie di brani più recenti come “An Artist Is An Artist”, tratto dall’album più recente “The Painful Truth”, o “Love Someone Else”, non per questo accolti con meno entusiasmo dai presenti, anche se l’avvento di “Hedonism”, altro brano simbolo del quartetto inglese, genera un vero e proprio delirio.

La sinergia musicale tra la voce cristallina di Skin e i suoi soci, Martin Kent alla chitarra, Richard Lewis al basso e Mark Richardson alla batteria, è un concentrato di rock nella sua forma più pura, più primitiva e liberatoria, che si trasmette come un’onda a tutti i partecipanti, illuminati dalle luci del palco e dalla luna quasi piena di una fresca nottata estiva bolognese. Altro momento di grande impatto è la performance di “You’ll Follow Me Down”, delicata ma allo stesso tempo devastante. Gli Skunk Anansie sono una band di grandissima esperienza nel live, capaci di trascinare il pubblico in ogni momento della performance, senza lasciare tregua, sia con le canzoni più famose che con quelle meno conosciute. Lo show procede come una macchina ben oliata, con Skin che scende dal palco per lanciarsi tra la folla per poi farsi riportare indietro in crowdsurfing, il tutto continuando a cantare splendidamente come se niente fosse. A quasi 58 anni, l’iconica cantante può essere descritta solo in un modo: regina assoluta. Il primo encore si apre con un brano che definire monumentale è dir poco: “Secretly”, magistralmente eseguita, è uno di quei momenti da qui ed ora: in cui fermarsi, trasportati dai ricordi o dalle sensazioni che evoca la musica con la M maiuscola. C’è spazio anche per l’accenno di una cover di “Highway To Hell” degli AC/DC prima della conclusione dello show con l’ultimo brano, “Lost and Found”.

È inutile: quando si assiste a live di questo livello, con band di questo calibro ed esperienza, il tempo vola, scandito solo dalle emozioni e dalla musica di qualità ed è certo che chi era presente ieri si è addormentato cullato da una delle voci più rappresentative del rock mondiale.

Setlist

Charlie Big Potato
Because of You
An Artist Is an Artist
I Believed in You
Love Someone Else
God Loves Only You
Hedonism (Just Because You Feel Good)
Shame
You’ll Follow Me Down
Weak
I Can Dream
Twisted (Everyday Hurts)
Animal
Yes It’s Fucking Political
Tear the Place Up
Secretly
Cheers
Highway to Hell (AC/DC cover)
Little Baby Swastikkka
Lost and Found

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