blugrana recensione 2011
RECENSIONI

Blugrana – Blugrana

Nell'aria densa delle strade, dei vicoli, delle sale prove di Piacenza probabilmente è ancora possibile riuscire a respirare quelle sonorità e quelle atmosfere di inconfondibile matrice grunge che negli anni Novanta tanto care furono a band quali Afterhours, Ritmo Tribale ed i Timoria dell'era Francesco Renga. Questo, almeno, è quel che si percepisce chiaramente durante l'ascolto dell'omonimo debut album dei Blugrana, quintetto rock originario della città emiliana. La band sembra aver respirato a pieni polmoni quell'aria densa di Nineties.

Blugrana” si apre con “Desmael”, brano dalle venature pop rock e molto radio – friendley, non a caso scelto come singolo promozionale: non esattamente una partenza esaltante, quantomeno in termini adrenalinici, ma indubbia è la bontà della composizione e delle capacità canore di Marcello Mautone, il quale risalta con decisione grazie ad una prova vocale molto soddisfacente. “Comemaledire” (è anche presente una versione “extended”, con una parte strumentale aggiunta, in chiusura dell'album) ha un pathos ed una struttura che ricordano molto (forse troppo) l'operato degli Afterhorus de “Il Sangue Di Giuda”, mentre la successiva “Babel” convince fino in fondo, grazie ad una sezione ritmica serrata e piuttosto varia. “L'apparenza” decolla molto lentamente: circa metà della canzone ha andamento ed atmosfere sommesse, salvo poi svegliarsi nella seconda parte ed esplodere nel finale con una parte strumentale molto ben concepita.

Le carte in regola per realizzare un lavoro degno di nota ci sarebbero: una buona voce duttile ed in grado di adattarsi a molte situazioni (vedasi la già citata “Desmael” e l'ottima prova in “La Guarigione”), musicisti obiettivamente preparati ed alcuni piccoli spunti interessanti e gradevoli. Tuttavia, due sono i problemi principali che affliggono questo debutto dei Blugrana: la ridondanza generale e l'eccessiva derivazione dai gruppi ispiratori. Nel primo caso, il problema è causato essenzialmente dal songwriting stesso, buono nel caso delle singole canzoni, ma ripetitivo nel contesto dell'intero album. Sono composizioni dai testi tormentati, scritti bene, ma che necessitano arrangiamenti piuttosto pesanti e che devono far fronte a determinati stilemi (ossessività, ricerca del pathos, atmosfera cupa quanto basta, ecc, ecc…). Se questo è apprezzabile nel caso di tre, quattro canzoni di tal fattura su dieci o dodici, generalmente non lo è altrettanto quando il disco si basa essenzialmente su queste premesse. Questo difetto è stato sventato dagli Afterhours in “Ballate Per Piccole Iene”, album di certo non semplice né immediato, ma assolutamente non ripetitivo, anzi godibilissimo nella sua cupezza ed ossessività dalla prima all'ultima nota. Da questo punto di vista, i Blugrana non hanno centrato il bersaglio. Il creare un lavoro “derivato”, dove in quasi tutte le occasioni è possibile riconoscere fin troppo bene l'influenza di quel gruppo piuttosto che di un altro, è invece un difetto di non poco conto, anche se si è al debutto discografico, in quanto il rischio di avere troppe volte la sensazione di “già sentito” è onnipresente.

Qualità nei Blugrana c'è, si intravede ma non emerge completamente. La band deve ancora trovare la direzione giusta, gli accorgimenti e le soluzioni che permettano loro di realizzare qualcosa di interessante. Davvero un peccato.

Tracklist

01. Desmael
02. Comemaledire
03. Babel
04. L'apparenza
05. Se Mi Vuoi
06. Quello Che Manca
07. Un Sogno
08. La Guarigione
09. La verità Della Carne
10. Origami
11. Comemaledire (Extended Version)