RECENSIONI

Bon Iver – SABLE-FABLE

Se SABLE era una raccolta di tre brani introspettivi, fragili e dai contorni sfumati, FABLE ha tutto un altro sapore. L’unione delle due parti in “SABLE-FABLE” dà vita a un’opera bipartita affascinante, costruita su contrasti forti ma armoniosi. È un viaggio che parte dalle ombre per arrivare alla luce. L’album si compone delle tre tracce pubblicate lo scorso autunno, che costituiscono il nucleo di SABLE, e di nove inediti che formano il cuore pulsante di FABLE. Nella prima metà si respira una malinconia sottile, una fragilità quasi tattile, fatta di silenzi, sospensioni e arrangiamenti ridotti all’essenziale. È una parte cupa, riflessiva, dove l’emozione si fa sussurro. Con il secondo disco, però, la tensione si scioglie. Le ombre cedono il passo a quadri più aperti e luminosi, dove la sperimentazione sonora si fa protagonista. L’organico, prima scarno, si arricchisce di texture elettroniche, glitch, pad e synth che irrompono nel mix impreziosendolo e valorizzando la poetica musicale di Justin Vernon, frontman e anima dei Bon Iver.

La voce di Vernon, sempre calda e avvolgente, viene manipolata in modi nuovi e sorprendenti. In “Walk Home” la troviamo processata, distorta, quasi robotica: un effetto metallico che amplifica la distanza emotiva e al tempo stesso la profondità del brano. Nonostante l’esplorazione elettronica, il sound complessivo è intriso di pop e soul che emerge in particolare in brani come “Day One”, “From” e “I’ll Be There”,  dove si avvertono chiaramente influenze gospel, specialmente nelle sezioni corali che donano un senso di elevazione e comunione, come se la musica volesse diventare rito collettivo.

Il viaggio si conclude con “Au Revoir”, un brano strumentale per solo pianoforte. Una carezza sonora, lenta e delicata, che chiude l’album con un senso di pace e compiutezza. Nessuna parola, solo note sospese, come un ultimo respiro prima del silenzio.

“SABLE-FABLE” è un album che mostra due volti dello stesso sentire: uno oscuro e fragile, l’altro aperto e sperimentale. È un’opera che si muove tra introspezione e rinascita, tra ombra e luce, riuscendo a mantenere sempre un’integrità emotiva rara. Un altro tassello prezioso nel percorso artistico di Bon Iver.

Tracklist

01. THINGS BEHIND THINGS BEHIND THINGS
02. S P E Y S I D E
03. AWARDS SEASON
04. Short story
05. Everything is a paeceful love
06. Walk home
07. Day one
08. From
09. I’ll be there
10. If only I could wait
11. There’s a rhythmn
12. Au revoir