Ecco, al primo giro di “GET MEAN” sul piatto potrebbe sopraggiungere un forte sentore di tradimento. In realtà basta ben poco per rendersi conto di come il buio non sia più il veicolo migliore per i Boy Harsher. Via i trench di pelle plumbei tutt’uno con gli anfibi, dentro un certo gusto per il retrò ottantiano, con le mirrorball non abbandonate in un cassonetto, bensì traslate dai piccoli club fumosi alla discoteche più in voga della grande città.
“GET MEAN” odora di riscatto dal dolore e di libertà mentale acquisita. Ciò non fa da starter a un catastrofico snaturamento, anzi: i Boy Harsher rimangono gli stessi, la vocalità sensuale e gelida di Jae Matthews seduce e cattura come suo solito. A cambiare è la manovra dei synth, la gestione degli strumenti, l’atmosfera in background che illumina il tutto in maniera totalmente differente.
I rombi da notturno urbano, le eruzioni industrial che infettavano i beat antracite di “Careful” vengono sostituiti da un’inusuale gioiosità synth-pop (“Jeans”), la percussività inzuppata di neon cyberpunk e elettricità quasi techno-oriented di “Country Girl Uncut” viene spremuta tra le pulsioni new wave di “Tough Luck (When You Don’t Call)”.
Sono proprio le chitarre il plus del cambio veste dei Boy Harsher: ci sono ancora gli istinti darkwave (“Break Me”), ma i kick vengono trapassati da sei corde acuminate. “Coming Home” giochicchia con un jangle pop dal languido tepore, “Ice Pick (Walk Away)” invece centra quella malinconia post-punk di Twin Tribes e TRAITRS.
Il lavoro di Augustus Muller è il più variegato della sua carriera: se “Hard Beat” rimane l’ultimo baluardo di connessione coi predecessori – sad dance cavernosa e beat minimal dritto – e “Faulty” faccia la coda ad una sensualità da dancefloor che è marchio di fabbrica del duo di Savannah, “Pray 4 Me” esplora funk e un certo chamber pop dagli aleggiamenti quasi psych, “Ronnie” fluttua su cuscinetti synth-pop ariosissimi, “Bleed” smorza l’uscita con un downtempo strozzato.
Un’anima goth sempre presente, ma ammantata dalla voglia di squartare la foschia: i Boy Harsher sono la prova di cosa significhi conservare la credibilità nonostante un cambio di sonorità – ora più aperte e meno soffocanti – così massiccio. Un disco che non lascia permeare le sue intenzioni e che rimane a metà tra il grande salto e il lavoro di transizione: qualunque sia il suo intento, GET MEAN continua a ornare la bella discografia dei Due.
Tracklist
01. Ronny
02. Jeans
03. Break Me
04. Though Luck (When You Don’t Call)
05. Faulty
06. Coming Home
07. Hard Beat
08. Ice Pick (Walk Away)
09. Ivy’s Spiral
10. Pray 4 Me
11. Falling ~
12. Bleed
















