Schelmisch Hasslichen Kinder 2009 00
RECENSIONI

Schelmish – Die Hasslichen Kinder

Anche i bambini brutti (“Die Hasslichen Kinder”, appunto) crescono.
Dopo 10 anni di onorata carriera, i tedechi Schelmish ci dimostrano, con questo nono album in studio, di essere maturati e cresciuti, e trovo che sia fortemente ironica la scelta del titolo e dell’artwork che tutto richiama, fuorché la maturità.
Non bisogna tuttavia lasciarsi ingannare, poiché questo cd va oltre quanto classicamente proposto dalla nostra super-band (8 membri nell’attuale formazione!) tedesca, oramai sempre più punto riferimento del movimento Mittelalter rock.

Sia chiaro: c’è sempre quella miscela di punk/metal sapientemente amalgamato al folk di diretta derivazione medievale, con le cornamuse ad offrire un accompagnamento costante alle chitarre. Innegabile, comunque, che ci siano anche atmosfere ineditamente plumbee e desolanti, come sull’iniziale “Biest Du Bereit” (quasi industrial, volendo osare parecchio, nel suo incedere solenne), oppure “1212”…il problema è che questa nuova veste sonora degli Schelmish poco convince.

Non è un caso, difatti, che gli episodi più riusciti dell’album siano quelli più smaccatamente festaioli, con il singolo obbligato di “Boulevard” a farla da padrone, piuttosto che la title-track, giocosa come il messaggio che reca: insomma, la band convince sempre quando si tratta di punk folk più disimpegnato, nonché sulle strumentali sempre notevoli (con una “Goresh” dove c’è persino un accenno di techno!)…ma è quando le atmosfere tendono a diventare…adulte, che questo album comincia a scricchiolare.
In effetti, ripensando alle tracce nella loro globalità, l’unica che mi sento davvero di premiare come traccia matura e riuscita è la semi-ballad “Sag nur ein Wort”, dove c’è quel meraviglioso intreccio di tastiere che si rincorrono in accelerazione sul ritornello, reso comunque intenso dalle cornamuse.

Questo cd non è assolutamente un brutto lavoro, vorrei precisare…è solo che la cosiddetta “nuova rotta” della band è forse stata presa con troppa poca convinzione, con troppi strascichi del passato che, tutti così ben riusciti, fanno quasi rimpiangere il fatto che i nostri abbiano scelto di intraprendere questa strada.
Oltretutto, classico difetto di operazioni con queste premesse, l’album risulta anche forzatamente disomogeneo, quasi diviso in due con le tracce ad alternare atmosfere ed intenti ma, ripeto, in modo molto poco naturale.

Mi sento quindi di concludere dicendo che è decisamente necessaria una nuova prova in studio da parte degli Schelmish per farci capire cosa vogliono fare da grandi ed in che modo ce lo vogliono comunicare, l’attuale presente di questo album è un lavoro godibile, che farà sicuramente la goia dei fan della formazione. Fan che, tuttavia, probabilmente…anzi, inevitabilmente arriveranno anche loro a storcere il naso su alcuni punti.

Tracklist

01. Bist du bereit
02. Boulevard
03. Überladen
04. Too late
05. Die hässlichen Kinder
06. For the Clansmen
07. 1212
08. Blähsucht
09. Goresh
10. Sommer
11. Strangers
12. Sag nur ein Wort
13. Mosaik
14. Für Euch