Ciao Hermann! Benvenuto su SpazioRock.it. Il tuo nuovo disco "Rock Wolves" uscirà tra poche settimane, devi essere molto impegnato in questo periodo.
Sì, sono molto impegnato con la promozione del disco, siamo stati anche nel nord della Germania per queste attività lo scorso weekend, siamo tornati da poco, ora vediamo come andrà!
Com'è stato pubblicare un "album di debutto" ancora una volta nella tua carriera?
Come sai abbiamo fatto questo disco tra marzo, aprile e maggio di quest'anno, suona davvero bene. Tu hai sentito il disco? Abbiamo avuto un ottimo riscontro con questo album, siamo curiosi di vedere come andrà adesso. Come sai, il primo singolo è "Rock For The Nations", l'abbiamo suonata live, abbiamo un video, abbiamo avuto una risposta grandiosa da ogni parte del mondo. Stiamo pianificando per l'anno prossimo, 2017, un tour per portare il nuovo album in tutto il mondo, ma non ho minimamente idea di quando verremo in Italia.
Speriamo presto comunque! Qual è il prossimo futuro dei Rock Wolves quindi?
Personalmente spero di andare in tour, ma vedremo come andrà l'album osservando le vendite, le classifiche. Se il disco va bene faremo anche un tour, altrimenti non ha senso andare in tour. Ma noi pensiamo che il nostro disco sia buono e il nostro manager vorrebbe che iniziassimo il tour l'anno prossimo in Sud America a marzo, poi per l'estate saremo negli Stati Uniti, il prossimo autunno dovrebbe toccare all'Europa, e se verremo in Europa sicuramente verremo in Italia. Il nostro futuro è questo, suonare il disco dal vivo.
I Rock Wolves sono composti da tre grandi musicisti con una grande esperienza che vengono da percorsi musicali diversi e grandiosi. Qual è il maggior contributo che ognuno di voi dà alla band?
Per quanto riguarda l'esperienza, come sapete, io ho iniziato con gli Scorpions negli anni Settanta, mentre Michael Voss aveva una band in Germania, ma anche in America con Mad Max e Casanova negli anni Ottanta, mentre in nostro bassista, Gudze, viene dagli H-Blockx. Gli H-Blockx era una grande band in Germania negli anni Novanta. Quindi abbiamo tre background molto diversi, ma il risultato di questo mix è ottimo su questo disco, tutti e tre abbiamo esperienze e influenze diverse.
Cosa ti ha fatto dire "sì" quando ti hanno chiesto di essere parte della band?
È successo così: io e Michael Voss ci conosciamo da tempo perchè suonavamo entrambi con Michael Schenker. Voss era il cantante del gruppo di Schenker. Quando ci siamo incontrati a febbraio, abbiamo deciso di scrivere un album, avevamo già composto insieme e l'etichetta ha davvero apprezzato le canzoni che avevamo scritto, così ci hanno chiesto di scrivere un album. Io e Michael Voss abbiamo accettato immediatamente, poi abbiamo chiesto a Gudze se volesse suonare il basso per questo disco. Tutto ciò è successo tra febbraio e marzo, e quando abbiamo visto come il pubblico aveva reagito al progetto, ci è stato chiesto di andare in tour. Anche in questo caso abbiamo accettato subito. Scrivere in tre è stato facile, non è confusionario, in band con dieci elementi devi sempre lavorare affinchè sia tutto sotto controllo, per esempio. Poi io e Michael Voss avevamo già lavorato insieme, quindi è stato facile.
Avete deciso di presentare al pubblico "Rock Wolves" con "Rock For The Nation", una delle canzoni più politiche del disco. Era un modo per mettere in chiaro le cose dall'inizio?
Assolutamente sì, volevamo mettere le cose in chiaro. Sono davvero infastidito dal fatto che continuiamo a dare armi, bombe e carrarmati a tutto il mondo, soprattutto la Germania, Inghilterra e gli Stati Uniti. Noi diamo questo al mondo, mentre la mia filosofia è dare il rock'n'roll alle nazioni, non la guerra. Il rock alle nazioni, non guerra alle nazioni. Tutto quello che vedo invece è guerra, ovunque guardo c'è guerra. Questo non è il modo in cui si evolve. Spero che la musica faccia ragionare, che la gente di tutto il mondo ricominci a pensare. Non penso sia una grande idea avere più che guerra che rock'n'roll. L'altra canzone politica dell'album è "Surrounded By Fools". Dobbiamo stare attenti e guardare da chi siamo circondati, perchè anche solo una parola può scatenare una guerra. Se penso a tutti i politici del mondo adesso mi preoccupo, perchè quello che ci dicono non è la verità. "Surrounded By Fools" parla di questo. Un'altra canzone politica è "The Blame Game". Come dice il titolo, tutti si danno la colpa a vicenda. Per esempio gli americani danno la colpa ai russi e i russi danno colpa agli americani. L'Inghilterra accusa l'Europa e l'Europa accusa l'Inghilterra. Tutti si danno la colpa a vicenda. Ma bisognerebbe che prima si pensasse a cosa non va nel proprio paese e si sistemmasse ciò che non va, invece di accusare altra gente. Un'altra è "Out Of Time". Ti parlo dei quattro brani a cui ho partecipato anche per i testi. È giusto che la gente si accorga di ciò che succede nel mondo.
Quindi secondo te la musica è ancora un mezzo efficace e rivoluzionario per parlare di politica e sensibilizzare il pubblico?
La musica è un mezzo molto efficace per comunicare e arrivare in tutte le nazioni. Non devi sapere la lingua per capire la canzone. Il significato si percepisce. "Rock For The Nation" lancia un messaggio chiaro, e così anche le altre canzoni. Penso che si ora di riportare l'attenzione su queste cose. Dobbiamo renderci conto delle cose. Questo non è un classico album politico. E il rock c'è sempre stato, in forme diverse. Basti pensare ed Elvis negli anni Cinquanta, ai Beatles o ai Rolling Stones negli anni Sessanta, i Deep Purple negli anni Settanta, poi negli anni Ottanta gli Scorpions, gli AC/DC o Bon Jovi. Come vedi sono tutte band diverse. Ora è giunto il momento di riportare il rock alle persone.
Ascoltando "Rock Wolves" ho pensato che il sound era ovviamente professionale, consapevole, ma comunque fresco e attuale, che è un mix assolutamente efficace. Come base avevate ovviamente la vostra solida provenienza rock, ma come siete riusciti a portare questa sfumatura fresca e nuova al vostro suono?
Grazie per i complimenti, ma non c'è nessun segreto. Ci siamo solo messi a suonare. Non bisogna dimenticare che abbiamo tanta esperienza, veniamo da ere gloriose per la musica. Per quanto mi riguarda, la cosa importante era avere delle buone canzoni, quindi l'obiettivo era avere dieci ottimi brani da mettere nell'album, nessun riempitivo, solo buone canzoni. E il motivo perchè suona tutto così fresco è perchè abbiamo suonato tutto dal vivo. Era importante quindi anche che tutte le canzoni potessero essere suonate nello stesso modo dal vivo e allo stesso tempo che suonasse benissimo anche in radio.
Hermann, il nostro tempo è finito, devo salutarti e ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato. Vorrei chiederti di lasciare un messaggio ai lettori di SpazioRock.
Grazie a te! E grazie a tutti i ragazzi che ci seguono dall'Italia, ci vedremo sicuramente presto.










