Comunicato stampa
La verità è che a trent’anni passati alcune cose smettono semplicemente di poter essere rimandate. Le responsabilità aumentano, certe fragilità restano e il tempo per continuare a scappare da quello che si prova sembra improvvisamente molto meno. È da questa consapevolezza che nasce “Non Ho Più Tempo”, primo album degli HoneyMoor, in uscita il 15 ottobre 2026.
Gli HoneyMoor nascono alla fine del 2023 da una passione comune per l’heavy shoegaze, l’emo e il post-grunge degli anni Duemila e del decennio successivo. Superheaven, Title Fight, Basement, My Bloody Valentine e Nothing sono alcuni dei riferimenti dichiarati dalla band e quegli anni ritornano anche nell’immagine del gruppo: visual, video e fotografie recuperano volutamente suggestioni legate alla fine degli anni Novanta, alle prime console e a un mondo ancora lontano dall’iperconnessione contemporanea e – soprattutto – lontano dalla standardizzazione dei suoni, dei testi, della poetica.
La scelta dell’italiano accompagna fin dall’inizio questa ricerca, con l’obiettivo di mantenere una comunicazione più diretta e di evitare che il genere si trasformi semplicemente nella “replica” di modelli anglosassoni.
Il primo passo discografico arriva nel febbraio 2025 con “Fiore Di Ruggine”, seguito poche settimane dopo dall’EP “Secco”: cinque brani che iniziano a definire l’identità del gruppo.
A quel lavoro seguono diversi concerti, anche in apertura ad artisti italiani e internazionali come Fast Animals and Slow Kids, Anxious e Lastelle.
All’inizio del 2026 gli HoneyMoor pubblicano poi “Testa nel Ventilatore”, rilettura in italiano di “Head in the Ceiling Fan” dei Title Fight, scelta che chiude idealmente il primo ciclo compositivo e accompagna la band verso il nuovo lavoro. A marzo arriva “Catrame”, primo singolo legato all’album, seguito da “Anaconda”, accompagnato da un video ufficiale.

L’idea di arrivare a un vero LP accompagna gli HoneyMoor praticamente dalla nascita del progetto e il nuovo lavoro nasce quindi in continuità con l’EP precedente, ma con una maggiore attenzione alla composizione e alla costruzione di un’identità sonora più personale.
Con questo disco abbiamo lavorato molto di più sulla composizione e sull’impronta dei singoli brani. Volevamo che il suono fosse più nostro, senza però cancellare quello che avevamo costruito con ‘Secco’. Per noi i due lavori sono legati e, in un certo senso, questo album completa il percorso iniziato proprio con l’EP.
La ricerca passa anche dall’equilibrio fra la componente più pesante e quella più atmosferica del progetto. Un contrasto che la band racconta come sostanzialmente naturale, più frutto del modo in cui i brani sono nati che di una costruzione studiata a tavolino, seguendo un fil rouge che li accompagna dall’inizio: lasciare fluire la musica e non incatenarla in canoni prestabiliti. Nel disco convivono così episodi più heavy e altri più morbidi, mantenuti insieme da una stessa impronta sonora.
Tutti i lavori della band sono stati realizzati attraverso un processo di produzione analogico, lavorando strumento per strumento insieme a professionisti locali, una scelta coerente con la ricerca sonora del progetto e con il tipo di dinamica che gli HoneyMoor hanno cercato di mantenere nelle registrazioni.
Il filo che attraversa il disco è però prima di tutto personale. I componenti della band hanno superato i trent’anni e “Non Ho Più Tempo” parte proprio dalla percezione di un passaggio, il momento in cui diventa più difficile lasciare irrisolto ciò che fa male e continuare semplicemente a spostarlo più avanti.
È un’idea che ritorna nei brani attraverso immagini diverse, ma riconoscibili: il catrame che resta addosso, l’acqua nella quale si cerca di respirare, il vento che disperde ciò che non si riesce più a trattenere, il freddo, l’immobilità, le cose che si rompono senza rumore. Elementi, sensazioni ed emozioni: più che costruire un racconto lineare, “Non Ho Più Tempo” procede per frammenti, lasciando che perdita, distanza, rabbia e vulnerabilità assumano un peso diverso da canzone a canzone.
Non ci interessa essere troppo didascalici. Preferiamo lasciare uno spazio a chi ascolta, perché la stessa canzone può assumere significati diversi a seconda della persona e del momento. Se qualcuno riesce a riconoscere qualcosa di proprio dentro un nostro pezzo, per noi quella canzone ha già trovato una seconda vita
Spiegano. Da qui arriva anche il titolo del disco. “Non Ho Più Tempo” non significa aver risolto tutto, ma rendersi conto che alcune cose non possono continuare a essere rimandate. Le fragilità restano, così come i momenti difficili; cambia però il modo di attraversarli.
Ed è questo il significato che gli HoneyMoor gli attribuiscono: un momento di passaggio in cui affrontare le proprie fragilità non significa necessariamente averle risolte, ma smettere di permettere loro di occupare tutto lo spazio. E, se dall’altra parte qualcuno riuscirà a riconoscersi in quella sensazione e a sentirsi un po’ meno solo, per la band il disco avrà raggiunto uno dei suoi obiettivi.
“Non Ho Più Tempo” uscirà il 15 ottobre 2026.
I singoli “Catrame”, “Anaconda”, con il video ufficiale, e “Mi son sentito solo” hanno anticipato il disco nel corso dell’anno.
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I componenti del gruppo
Simone Caronni– voce e testi
Flavio Pelozzoli – chitarra
Simone Cerana – chitarra
Maurizio Hesse – basso
Alessandro Ferrarese – batteria





