Con il secondo album “Forest Of Forgetting” gli Eye Of Melian trovano nuova ispirazione ed intraprendono quel passo deciso e fondamentale per essere una band vera e propria a tutti gli effetti. La collaborazione artistica tra Johanna KurkelaMartijn Westerholt si basa su una forte connessione musicale e culturale e proprio il fondatore nonché compositore dei Delain ce ne parla in questa intervista, partendo dalla genesi di questa sua nuova creatura e toccando molti temi interessanti.

Ciao Martijn, per prima cosa bentornato su Spaziorock. Come stai? Sei felice ed emozionato per questo nuovo lavoro?

Grazie, è un piacere per me essere quiAssolutamente sì. Sono molto entusiasta del nuovo disco perché, sai, quando ci versi cuore e anima e ci lavori per molto tempo e poi finalmente esce allo scoperto, è sempre davvero emozionante.

Per prima cosa volevo sapere qualcosa che forse può risultare banale, ma è allo stesso tempo fondamentale. Come è nato questo progetto? Come è iniziata questa collaborazione con Johanna? Credo sia qualcosa di veramente bello ma allo stesso tempo anche di particolare.

È certamente una bella domanda, e prevede anche una lunga risposta se è ok per te! (ride ndr) Ho partecipato a un tour con i Delain in Nord America insieme ai Nightwish nel 2015 e 2016, circa dieci anni fa. Lì ho incontrato Johanna, poiché lei è la compagna di Tuomas Holopainen. Abbiamo avuto una splendida connessione, Tuomas mi ha invitato a fare escursioni con lui in Finlandia, e lì ho conosciuto Johanna ancora meglio. Abbiamo scoperto di avere molti interessi comuni, non solo nella musica ma anche, ad esempio, nei libri fantasy ed in tante altre cose, sviluppando ancora meglio questa bellissima connessione. Ho iniziato a parlare di questo progetto, che sarebbe stato più simile a musica da colonna sonora cinematografica, con quella che allora era la mia fidanzata Robin (ora siamo sposati). Amo quel genere e quel progetto si è sviluppato insieme a Johanna e successivamente anche con Mikko [P. Mustonen, ndr], che conoscevo già dai tempi dei Delain perché si occupava delle orchestrazioni per la band. Lui inoltre ha lavorato in questo campo anche con altre grandi band, come Sonata Arctica ed Ensiferum. Così abbiamo iniziato a provare quello che avevamo in mente per questo primo album, che è stato un po’ un album di prova. Il legame con Johanna nasce dal fatto che amo la sua voce e a lei piace come scrivo musica. È un “dream team”, tutto è molto organico. Quando passo la musica agli altri membri, non mi preoccupo affatto che possano avere un’idea diversa; è sempre tutto molto naturale. È una connessione meravigliosa che va oltre l’essere in una band, ci sentiamo come una famiglia.

Quindi è una connessione iniziata tempo fa e concretizzata ora?

Sì, esattamente dieci anni. Non avevo pianificato gli Eye of Melian così fin dall’inizio. È un progetto cresciuto in modo organico, e ha preso la sua strada in maniera molto spontanea e naturale.

Penso che tu ti senta molto libero di fare musica in questo modo, molto a tuo agio.

È vero. È divertente che tu lo dica perché “libertà” è una parola chiave per tutti nella band, specialmente per Johanna. Ci sentiamo liberi di esprimerci come vogliamo e possiamo farlo negli Eye of Melian perché la pensiamo tutti allo stesso modo.

L’idea di celebrare Tolkien e il suo mondo è stata l’idea principale su cui si è basato l’intero progetto fin dall’inizio?

In un certo senso sì, perché anche mia moglie Robin è una grande fan delle opere di Tolkien, non solo de Il Signore degli Anelli, ma anche del Silmarillion. Il nome Melian viene proprio da lì. Mikko e Robin sono come delle enciclopedie viventi su tutto ciò che riguarda Tolkien. Inoltre condividiamo anche molti interessi, come il videogioco Skyrim, è stata Johanna a farmelo scoprire. Volevamo fare musica fantasy ed inoltre Johanna e Robin sono particolarmente affascinate dagli elfi. Quindi sì, era chiaro fin dall’inizio del processo.

Secondo me la voce di Johanna è perfetta per questa situazione; se dovessi pensare alla voce di un elfo, non potrei fare altro che pensare alla sua.

È meraviglioso che tu lo dica perché la penso allo stesso modo. È una coincidenza incredibile, quasi assurda quanto la sua voce si adatti bene. Lei stessa dice di sentirsi “a casa” con la musica degli Eye of Melian e, sebbene scriva musica per altri progetti, qui non sente nemmeno il bisogno di scrivere lei stessa perché si ritrova pienamente in ciò che scrivo io. È un onore immenso e non potrei immaginare questa band senza la sua voce.

Penso che il contributo di Mikko e Robin sia stato fondamentale per tutto il lavoro, per i testi e per la musica.

Assolutamente. Sono anche loro un “dream team”. Anche io mi occupo di orchestrazioni, faccio delle bozze, ma Mikko è molto più meticoloso e preciso nei dettagli. Lo stesso vale per Robin con i testi: è madrelingua inglese (essendo statunitense) ed è molto appassionata della poetica di Tolkien e del linguaggio in generale.

Ci sono due ospiti speciali all’interno dell’album: Patty Gurdy e Troy Donockley dei Nightwish. Come mai suonano solo in alcune canzoni? È stata una scelta naturale o volevate che partecipassero solo in alcuni momenti?

Il punto fondamentale è che non sono membri fissi della band e vogliamo anche portare gli Eye of Melian dal vivo. Se fossero presenti ovunque, diventerebbe difficile. Inoltre, molto materiale era già stato scritto prima del loro coinvolgimento. Troy, che è un caro amico, mi ha letteralmente detto: “Martijn, sappi che sarò nel prossimo disco degli Eye of Melian” (ride ndr). È un musicista fenomenale e aggiunge il suo contributo personale alla musica. Patty l’ho contattata io direttamente, la seguo da tempo e vive inoltre vicino a me. Sarà poi presente nel nostro prossimo video. Volevamo inserire nel tessuto musicale degli elementi folk e con entrambi siamo riusciti ad ottenerli nella maniera migliore.

Credo che Troy sia un musicista fantastico e ha portato i Nightwish a un altro livello, dal punto di vista musicale ed anche delle atmosfere. Sono felice di trovarlo qui perché si sente la sua presenza, la sua anima musicale.

Concordo assolutamente con te. Aggiunge moltissimo della sua parte personale alla musica, lo fa nei Nightwish e lo fa anche qui. È fenomenale.

Il mondo di Tolkien è molto legato alla musica metal. Non solo per il genere symphonic, ma si trovano richiami anche in tanti altri generi. Perché secondo te c’è questa forte connessione?

È una bella domanda. Molti metallari hanno un lato “nerd”, amano il fantasy e Tolkien, che ne è il padre. È un legame diretto. Ho notato questa connessione anche quando siamo stati a fiere come il Comicon. Ho visto tantissime persone con magliette di band metal. Spesso chi ama il metal ama anche Skyrim o i libri fantasy. Inoltre, il mondo di Tolkien è molto malinconico, e penso che questo si adatti bene alla scena metal e alla nostra musica. Amo la malinconia. Nel metal è molto presente e questo è stato uno dei motivi per cui abbiamo firmato con un’etichetta metal con gli Eye Of Melian. Anche se non facciamo musica metal, abbiamo radici metal e siamo tutti metallari. 

Percepisco l’album molto cinematografico, con molte atmosfere vicine a quel mondo. Ti sei ispirato alle musiche della trilogia del Signore degli Anelli, de Lo Hobbit di Howard Shore o della serie Gli Anelli del Potere?

Non ho tratto ispirazione concreta specificamente da quelle, ma amo quel tipo di musica da tutta la vita. Amo Hans Zimmer, John Williams, Bear McCreary. Mentre scrivevo alcuni brani del nuovo album, avevo decisamente in mente l’universo di Tolkien e luoghi come Lothlórien.

Avete incluso una cover alla fine dell’album, “Tears of the Dragon” di Bruce Dickinson. Perché questa scelta?

Devo ammettere una cosa che potresti considerare una blasfemia: non conoscevo questa canzone!(ride ndr). Poiché abbiamo firmato per la Napalm Records, pensavamo sarebbe stato bello fare una cover di un brano metal in versione acustica. Mikko ha proposto questa idea perché era rimasto colpito dal brano negli anni ’90. Ha fatto un arrangiamento, Johanna l’ha cantata e mi ha lasciato a bocca aperta. Non sembra nemmeno una bonus track in questa versione. Sembra parte integrante dell’album perché ha il suono degli Eye of Melian.

Pensi che il vostro pubblico, chi ascolta gli Eye Of Melian sarà vicino oppure lontano dal mondo del metal?

Ci abbiamo pensato molto. Alcuni sentiranno la mancanza delle chitarre e non gli piacerà, ma molti metallari apprezzeranno proprio per la connessione con il fantasy di cui parlavamo prima. Penso che una parte del mondo metal ci seguirà.

Possiamo dire che gli Eye of Melian sono una vera band. So che farete delle date in Finlandia; quali sono le tue aspettative? Ci saranno date in Europa o altri paesi?

Dopo lo show di lancio nella mia città natale nei Paesi Bassi il 20 febbraio, andremo in Finlandia per suonare in piccoli teatri. Per me è un’esperienza nuova perché sono abituato a locali dove si sta in piedi, ma per questa musica i teatri sono perfetti. Abbiamo appena iniziato a lavorare con un agente e ci piacerebbe fare più show in Europa e oltre. Spero anche nei festival per il 2027. L’obiettivo, il grande sogno finale sarebbe suonare con un’orchestra.

Sarebbe bellissimo per voi fare un concerto speciale in un bosco!

Assolutamente, sarebbe davvero fantastico! Di sicuro in Finlandia gli alberi non mancano! (ride ndr)

Come gestirai i Delain e gli Eye Of Melian contemporaneamente? Sarà difficile?

Penso che sarà un “matrimonio felice”. In questo momento sono in modalità Delain perché sto scrivendo musica per loro. Semplicemente, quando pubblicherò un album con una band, scriverò per l’altra, e quando suonerò dal vivo con una, l’altra sarà in pausa. Sarà impegnativo, ma molto divertente.

Grazie mille per la tua disponibilità. Vuoi fare un saluto ai nostri lettori e ai fan italiani?

Certamente. Voglio ringraziare tutti i nostri fan  per il supporto. Riceviamo molti messaggi dall’Italia. C’è sempre stata una grande connessione con l’Italia nella mia vita musicale, sia con i Delain (dove ci sono membri italiani) che ora. Spero davvero di poter portare gli Eye of Melian in Italia, so che avete teatri bellissimi e sarebbe davvero speciale.

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