Ok, mi guardate la cover leggendo monicker e titolo dell’album, mi vedete che taggo il lavoro come “power metal”, adesso aggiungo che dietro questo debutto discografico dei Danesi Infinity Overture si celano, in veste di produttori, il mitico duo Sascha Paeth & Miro, come minimo voi cosa vi andate ad immaginare?
Sicuramente che stiamo parlando di un lavoro epico/fantastico stile Rhapsody (Of Fire), o magari una cosa più ariosa e sinfonica stile Angra o Avantasia.
Ecco, ci siete quasi, ma non del tutto.
Con questo “Kingdom Of Utopia” c’è sì il concept fantasy a sorreggere l’intero lavoro, ma l’opera è concepita più come se fosse un musical piuttosto che il classico power metal album.
Certo, abbiamo fanfare, momenti di estatica calma alternata a cavalcate metalliche, piuttosto che a barocchismi intensamente drammatici, ma basta già il primo verso di “Millenia” lanciato con trattenuta forza dal bravissimo singer degli Elegy Ian Parry, per visualizzare nella mente, con vivida intensità, un metallico Gobbo di Notre Dame. Ian ha davvero una voce che sempre convince, e la sua interpretazione vocale davvero partecipe è forse la parte che spicca di più su tutto il lavoro.
A dare una mano a Ian, occasionalmente interviene anche la singer Lene Pedersen, e la sua delicata voce arricchisce di molto il quadro sonoro della band, tanto che viene da chiedersi, con un certo rammarico, perché non intervenga più spesso, visto che la canzone in cui partecipa più attivamente, “Wonderland”, è anche la migliore di tutto il cd.
E qui arriviamo ai difetti dell’album. Sinceramente, trovo che su questo “Kingdom Of Utopia” manchino un poco le canzoni. Non fraintendete: c’è tutto il necessario per fare di questo album un ottimo album, peccato solo che le canzoni non rimangono stampate in testa con la giusta forza, le aperture sinfoniche non ci fanno volare su intrepidi alisei ma, piuttosto, su deboli brezze, e questo nonostante i grandi sforzi profusi dalla band (le già citate voci di Ian e Lene in primis).
L’album suona anche bene, uscirà persino in un’edizione deluxe con cd e dvd abbinato (con l’immancabile making of dell’opera), tuttavia l’impressione è che si poteva fare decisamente meglio.
Ho quindi trovato un enorme potenziale in questa band al debutto, ed è solo in merito a tale potenziale che mi voglio sbilanciare in una valutazione che ritengo oltremodo generosa, perché sinceramente credo che, nonostante tutto, molti power symphonic metallers troveranno qualcosa di davvero stimolante in questa proposta e, perché no, anche quel poco di diversità che incrementerà ancora di più l’interesse (ricordate la struttura musical che ho citato all’inizio dell’articolo?).
Ma poteva davvero essere un ottimo debutto, ed è solo, “miseramente”, buono. Ed è un peccato, davvero. Non basta essere bravi ragazzi, ci vuole anche un poco di ispirazione in più. Ricordatelo la prossima volta, ok?
Tracklist
01. Millenia
02. The Great Believers
03. Warrior King
04. Wonderland
05. Temples Of Doom
06. Kingdom Of Utopia
07. Queen Of Hearts
08. Oceans Of Time
09. Sacred Fire
10. War Cry




















