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RECENSIONI

Lyla Foy – Mirrors The Sky

L’album di debutto di Lyla Foy in realtà potrebbe essere considerata un’opera seconda, visto che già nel 2012 la giovane musicista londinese aveva fatto uscire l’album “No Secrets” sotto il monicker WALL. Visto l’ottimo riscontro di pubblico e di critica, Lyla ha ben pensato di uscire dal quasi anonimato e proseguire la carriera utilizzando il proprio nome, pur continuando ad utilizzare gli stessi musicisti che avevano collaborato alla realizzazione dell’album “No Secrets” (Oli Deakin al basso ed alle tastiere, Andy Goodall alla batteria e Dan Bell alla chitarra ed alle tastiere).

Il marchio di fabbrica della musica di Lyla è sicuramente la sua voce calda ed avvolgente che riesce a donare un’atmosfera sognante ad ogni brano. Anche nel caso di questo “Mirrors The Sky” la cantante fa nuovamente affidamento su questa formula collaudata: ci troviamo ad ascoltare brani molto semplici, spogliati di tutto ciò che è superfluo fino a raggiungere una struttura minimale che permette all’ascoltatore di farsi cullare da queste melodie soffuse impreziosite dalla voce di Lyla. Per quanto tutto ciò non possa che essere un fatto positivo, vi è anche il rovescio della medaglia, dato che in diverse occasioni la dolce fragilità della voce di Lyla risulta indebolita se non sostenuta adeguatamente dagli strumenti musicali, come succede in diversi brani quando le tastiere o la drum machine vanno ad annullare tutta la magia che la sua voce riesce a trasmettere. Inoltre anche la qualità eterea dei brani spesso gioca a sfavore, in quanto anche la voce si ritrova a fluttuare senza riuscire ad essere ancorata alla melodia, rendendo il tutto un piacevole esercizio di stile ma senza sostanza.

Lyla Foy ha indubbiamente un’idea ben precisa della musica che vuole creare ed una fantastica voce che è indubbiamente il suo punto di forza. Purtroppo non sempre tutto ciò gioca a suo favore. Ma sicuramente l’ascoltatore casuale o distratto rimarrà comunque piacevolmente colpito dall’accattivante formula musicale di Lyla, godendosi gli strati più superficiali e lasciandosi cullare dalle sensazioni, senza addentrarsi in tutte queste questioni puramente accademiche. I margini per una crescita artistica vi sono sicuramente (e rispetto al precedente “No Secrets” qualche cambiamento a livello compositivo lo si è visto), quindi non si può bocciare completamente questa opera “prima” di un’artista che comunque è capace di trasmettere una certa fascinazione a prescindere dalle sottigliezze tecniche care ai critici musicali.

Tracklist

01. Honeymoon
02. I Only
03. Impossible
04. Rumor
05. Easy
06. No Secrets
07. Only Human
08. Feather Tongue
09. Someday
10. Warning