Bill Laswell è un personaggio a tutto tondo, carriera infinita e una lista delle collaborazioni in curriculum quasi imbarazzanti: Africa Bambaataa, John Zorn, Hakim Bey, Motorhead, Brian Eno, Last Poets e mille altri. I più variegati ed eccentrici artisti che questo mondo possa offrire, elenco che potrebbe allungarsi confermando il pedigree di razza di questo grandissimo artista.
"Nihon" esce sotto il logo Method Of Defiance e ci propone un disco assolutamente non omogeneo, contaminato quanto una città portuale, un continuo incrocio di razze sonore, un mescolio d'inesauribile pulsione energetica drum'n'bass, ambient, dub, avant funk e un'eccitante impronta tipicamente metal (quanto metal furono i venerati Naked City). Nel susseguirsi di queste sette tracce c'è il continuo alternarsi di ospiti di altissimo livello come Bernie Worrell (tastierista dei Parliement Funkadelic), Dr Israel, il vocalist giamaicano e collaboratore di Tricky Hawkman o il grandissimo e storico Dio dello scratch Dj Krush, artista chiave dell'epopea Mo'Wax. Un cast di stelle che però non riesce a sanare quello che è il deficit maggiore dell'album, tutto è fuori tempo massimo. Fuori tempo massimo perché, pur suonando in modo eccezionale, tra organi anni settanta ("Woobou/Volunteer Slavery") e le sonorità di "Method Plan One" che sprofondano in reminescenze degli anni novanta, tra Goldie e, soprattutto, Johnny L, non si muove un passo da quel sound che nella Pergola di Milano aveva il fulcro italiano quindici anni fa. Appunto, tempi e sonorità passate, vecchie. A tratti, nei frangenti più rilassati, vengono alla mente i Dub Trio, "Chamber Seven" ne è un chiaro esempio, forse più stilosi ma non da sguardo dall'alto verso il basso. "Dark Heat" è tra i momenti più coinvolgenti della raccolta, ibrido tra rap and reggae con chitarre dal puzzo funk mentre nell'aria si annusano i Daft Punk quando si fanno sentire le chitarre sintetiche e spaziali di "Wootwo/Cosmic Slop", divagazione space jazz, sangue blu senza bisogno di prelievo.
Method Of Defiance è un progetto di una qualità infinita, innegabile, chi si approccia all'opera, forte dei suoi trent'anni passati, si ritrova stordito dal tanfo di muffa quasi stomachevole che fuoriesce da "Nihon", una pietanza che non riesce a essere assaporata quanto vorrebbe lo chef. Solo per nostalgici degli anni della rave (de)generation.
Tracklist
01. Woobou/Volunteer Slavery
02. Method Plan One
03. Black Rain
04. Chamber Seven
05. Dark Heat
06. Wootwo/Cosmic Slop
07. Method Exit Dub
















