socialdistortioncover26
NUOVE USCITERECENSIONI

Social Distortion – Born To Kill

Ho sempre pensato che il punk rock non fosse una mera manifestazione rumorosa e immatura della rabbia adolescenziale, né tantomeno un atteggiamento costruito per atteggiarsi ad outsider. Non è solo il linguaggio della ribellione o del nichilismo fine a sé stesso: alla sua base c’è qualcosa di più autentico e profondo, il bisogno di gridare al mondo ciò che si pensa, di far sentire la propria voce e imporre il proprio punto di vista a chi sceglie sempre la strada più facile.

Ci sono delle volte, poi, che proprio le distorsioni, i ritmi martellanti e i bassi taglienti diventano un perfetto rifugio nei momenti più difficili: un modo per attraversare le crisi e raccontarle senza indulgere nell’autocommiserazione, ma conservando uno sguardo sorprendentemente fiducioso verso il futuro.

È quello che accade con i Social Distortion che, nel loro nuovo lavoro, dimostrano non solo di aver mantenuto intatta la propria energia, ma anche di saper trasmettere un senso di ottimistica speranza. “Born To Kill” arriva dopo la battaglia, affrontata e vinta, di Mike Ness contro il cancro e racchiude in se’ dieci brani estremamente personali, graffianti, liberatori, pieni di influenze rock ‘n’ roll del passato, più la cover di Chris Isaak “Wicked Games”, che sembra fuori contesto. Nei 45 minuti che si susseguono si intrecciano amarezza e autenticità, caos e disincanto tipico dei musicisti di Orange County, che dal 1978 si oppongono alle ingiustizie, schierandosi sempre dalla parte di chi resta ai margini.

Fin dalla copertina— realizzata dal frontman insieme a Shepard Fairey — con un leopardo ruggente, dai colori accesi su sfondo nero, emerge chiaramente il senso di lotta e rivalsa che attraversa l’intero disco. I testi raccontano di perdita, vulnerabilità, fallimenti, dipendenze, relazioni spezzate. Non c’è traccia di vittimismo, ma piuttosto un forte desiderio di ricostruzione: rialzarsi dopo aver toccato il fondo, anche quando tutto sembra una gabbia senza vie d’uscita. Ritrovare la propria voce, persino dopo essere stati ignorati o messi a tacere e trovare conforto in chi condivide la stessa rabbia, la stessa inquietudine e lo stesso senso di smarrimento.

I riff di chitarra sono taglienti e sregolati, guidati da una batteria potente e veloce su una linea di basso grintosa e determinante. Anche la voce di Mike Ness si dimostra perfettamente all’altezza: c’è grinta e determinazione, un timbro graffiante che contribuisce a dare tensione emotiva alle canzoni.

Co-prodotto da Mike Ness e Dave Sardy, con la partecipazione di Benmont Tench dei Tom Petty and the Heartbreakers e di Lucinda Williams, “Born To Kill” arriva a distanza di quindici anni dall’ultimo lavoro in studio della band. Le sonorità appaiono più stratificate e consapevoli, frutto di un percorso maturato nel tempo, ma senza mai perdere la forza diretta e l’urgenza espressiva che hanno sempre caratterizzato gli esordi.

Non ci resta che unirci alla lotta il 23 giugno, quando i Social Distortion porteranno il loro mix di energia, introspezione e punk sul palco del Carroponte a Milano. In fondo, l’unione fa la forza.

Tracklist

01. Born To Kill
02. No Way Out
03. The Way Things Were
04. Tonight
05. Partners In Crime
06. Crazy Dreamer
07. Wicked Game
08. Walk Away (Don’t Look Back)
09. Never Goin’ Back Again
10. Don’t Keep Me Hanging On
11. Over You