“The Horrors are never ending”, mai questa frase è stata più azzeccata. Nonostante dopo la perdita di due membri fondatori un’altra band si sarebbe probabilmente fermata, i The Horrors hanno invece deciso di continuare e sono tornati con un nuovo album. Il gruppo ha acquisito due nuove leve, Amelia Kidd Sinclair (già nei Ninth Wave) ai synth e Jordan Cook (ex Telegram) alla batteria, i quali hanno sostituito rispettivamente Tom Furse e Joe Spurgeon. Entrambi hanno contribuito a creare il nuovo sound della band, sempre più eclettica e difficile da inquadrare in un unico genere. Con “Night Life” i The Horrors hanno infatti deciso di spingersi ancora più oltre, sperimentando nuove sonorità e mischiando lo shoegaze di “Primary Colours” all’elettronica e l’industrial più tipico degli ultimi lavori.
Ad aprire il nuovo album è “Ariel”, brano che parla della vulnerabilità umana e dell’importanza di trovare una forza interiore. Ciò viene perfettamente raccontato nel video ufficiale della canzone, per il quale la band ha scelto come protagonista Castor Taylor-Wade, la stessa persona raffigurata anche sulla copertina del disco. Seguono “Silent Sister” che subito mostra forti influenze elettroniche e “The Silence That Remains”, primo singolo estratto dal disco. Questo si presenta come una finta ballad dalle tinte cupe e sonorità claustrofobiche, in cui la voce di Amelia Kidd si alterna a quella di Faris Badwan. È il pezzo che, più di tutti, descrive il cambio pelle della band.
Sebbene si abbia una predominanza di brani più d’atmosfera e dal mood chill come “Lotus Eater”, “The Feeling Is Gone” e “When The Rhythm Breaks”, non mancano i momenti più energici in cui i The Horrors dimostrano di non aver perso totalmente le loro influenze garage rock e post punk. “Trial By Fire” è forse la traccia più aggressiva di “Night Life”, che parte calma per poi aprirsi completamente. Sicuramente è uno dei pezzi che dal vivo possono rendere maggiormente, grazie anche al ritornello facilmente memorizzabile. Non da meno è il singolo “More Than Life”, caratterizzato da un potente riff di chitarra in cui Joshua Hayward sembra affermare di esserci dopo tanti pezzi in cui il suo strumento risulta meno predominante. Si tratta della traccia meglio riuscita dell’album e sicuramente di quella che suona più The Horrors di tutte. Chiude l’album “LA Runaway”, un pezzo dalle influenze synth pop decisamente degno di nota e che possiede tutto il potenziale per diventare il prossimo singolo.
Un po’ come indica anche il suo titolo, “Night Life” è il disco perfetto da ascoltare di notte, con le luci soffuse, grazie alle sue atmosfere dark e misteriose. Nel complesso, però, come già detto, ascoltando l’album si sente un po’ la mancanza della chitarra, da sempre punto di forza della band. Nonostante ciò si tratta comunque di un buon lavoro che segna il ritorno sulle scene dopo anni di pausa. Sicuramente la band è cambiata (anche a causa dell’abbandono di due membri storici), mostrandosi evoluta nel sound e sempre più incline alla sperimentazione. Visto il risultato ottenuto si può affermare con certezza che la scelta di andare avanti anche con una nuova formazione è stata vincente e che i The Horrors si confermano ancora una volta una delle band più interessanti sul panorama musicale alternative rock inglese attuale.
Tracklist
01. Ariel
02. Silent Sister
03. The Silence That Remains
04. Trial By Fire
05. The Feeling Is Gone
06. Lotus Eater
07. More Than Life
08. When The Rhythm Breaks
09. LA Runaway

















