Non un venerdì sera come gli altri per i fan del pop punk, quello trascorso il 7 novembre alla Ziggo Dome di Amsterdam. Dopo due anni di assenza, The Offspring sono tornati in Olanda con una tappa esplosiva del loro Supercharged Tour, già passato a settembre anche in Italia, a Milano. Ma ad Amsterdam si respira un’aria speciale: per la prima volta, la band californiana si esibisce nella terra dei tulipani in una venue da quasi 18.000 spettatori, e ad aprire la serata ci pensano nientemeno che i Simple Plan, in un doppio concerto che incarna la pura nostalgia punk-rock.

Fin dalle prime note, la Ziggo Dome si trasforma in una gigantesca macchina del tempo musicale. Alle 19:30 in punto, i Simple Plan irrompono sul palco come un fulmine, sprigionando energia e sorrisi. Pierre Bouvier canta con la stessa voce limpida e malinconica di vent’anni fa, mentre Chuck Comeau pesta la batteria con la grinta di sempre, e le chitarre di Jeff Stinco e Sébastien Lefebvre riempiono l’arena con riff taglienti e contagiosi.

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I Simple Plan all’Unipol Forum di Assago

Il pubblico esplode già su “I’d Do Anything”, e non si ferma più. “Shut Up” e “Jump” scatenano il pogo generale, ma il momento più emozionante arriva con “Welcome to My Life”, quando gli sguardi si riempiono di ricordi e tutti cantano all’unisono. Il divertimento più sfrenato arriva con “What’s New Scooby-Doo?”, accompagnata da personaggi in costume sul palco, fino alla chiusura in grande stile con “I’m Just a Kid” e “Perfect”. La band saluta il pubblico olandese contentissima di essere su quel palco, lasciando dietro di sé un’arena in delirio e perfettamente riscaldata per il main act.

Uno show dentro lo show

Durante il cambio palco, si capisce subito che The Offspring non vogliono offrire un semplice concerto, ma un vero spettacolo multimediale. L’intervallo diventa un piccolo halftime show alla Superbowl, tra maxischermi, giochi, karaoke improvvisati e persino la mascotte del gruppo, la scimmia vestita di jeans, che si aggira fra cameraman, tecnici e pubblico. Nessuno è al sicuro dalla goliardia di Dexter Holland e Noodles, che trasformano anche l’attesa in puro intrattenimento.

Alle 21:00 spaccate, le luci si abbassano e parte la tempesta: “Come Out and Play” apre le danze, riportando tutti agli anni d’oro del punk californiano. Senza pause arrivano “All I Want” e “Want You Bad”, due classici che fanno esplodere la Ziggo Dome in un pogo corale. Seguono “Looking Out for #1” , dal nuovo album “Supercharged“, e “Staring at the Sun”, che tengono alto il ritmo e confermano la forma smagliante della band.

A metà concerto, arriva la sorpresa: Dexter Holland e Noodles si concedono una parentesi metal con un medley che attraversa Paranoid e Crazy Train di Ozzy Osbourne, un tributo rumoroso e sincero alle radici della band. Le chitarre diventano più aggressive, i riff si fanno pesanti, e per un attimo la Ziggo Dome vibra come un’arena hard rock. I due frontman danno spettacolo anche mentre parlano con il pubblico, tirando fuori gag studiate a tavolino per far sorridere, senza sfociare (troppo) nel cringe.

Poco dopo, la band rende omaggio anche ai Ramones con “I Wanna Be Sedated”. Holland si siede poi al pianoforte per una versione intensa di “Gone Away”, seguita da un inaspettato “Hey Jude”. E viene da chiedersi se abbia davvero senso inserire tante cover di generi differenti in scaletta, dato che il repertorio della band californiana non scarseggia di certo.

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The Offspring all’Unipol Forum di Assago

Un finale da party punk

La parte finale del concerto è una vera e propria esplosione di energia. Con “Why Don’t You Get a Job?”, Noodles urla al microfono “It’s a fucking Friday party!”, e l’arena diventa una gigantesca pista da ballo punk. Subito dopo arrivano “Pretty Fly (for a White Guy)” e “The Kids Aren’t Alright”, con il pubblico che canta ogni parola, braccia alzate e nostalgia a mille.

Quando sembra che lo show sia finito, la band torna sul palco per un encore che fa tremare la Ziggo Dome: “You’re Gonna Go Far, Kid” e “Self Esteem” chiudono una serata adrenalinica, che manda tutti a casa sudati e felici.

Forse il riscontro positivo che la band californiana continua a ottenere sui brani storici, rispetto alle nuove uscite, fa pensare che quello degli Offspring sia più un viaggio nella nostalgia che un vero e proprio proseguimento di una carriera ormai venerabile. Eppure, quando ci si trova di fronte a uno spettacolo suonato con tanta maestria da musicisti esperti, tra cui il nuovo batterista Brandon Pertzborn, che per tutta la serata sfoggia un talento straordinario, culminato in un assolo impeccabile, si capisce davvero il senso di essere a un loro concerto. Come ricorda Noodles, tra una risata e una schitarrata: “It’s a fucking Friday party!” . E dopotutto, prendersi troppo sul serio non è mai stato il punto degli Offspring.

Setlist The Offspring Amsterdam

Come Out and Play
All I Want
Want You Bad
Looking Out for #1
Let the Bad Times Roll
Staring at the Sun
Hit That / Original Prankster
Hammerhead
Make It All Right
Bad Habit
Paranoid (Black Sabbath cover)
Crazy Train (Ozzy Osbourne cover)
In the Hall of the Mountain King (Edvard Grieg cover)
I Wanna Be Sedated (Ramones cover)
Gotta Get Away
Drum Solo
Gone Away
Hey Jude (The Beatles cover)
Why Don’t You Get a Job?
Pretty Fly (for a White Guy)
The Kids Aren’t Alright
You’re Gonna Go Far, Kid
Self Esteem

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