I can barely breathe when you’re near me
Struggling to speak what I’m feeling
Chi ha avuto la fortuna di vederli quest’estate allo Slam Dunk Italia, avrà capito che i Caskets hanno talento da vendere, riuscendo a coinvolgere ed appassionare fin dal primo istante, grazie anche ai rapidi switch ben dosati e precisi fra cantato e scream. La band inserita nell’universo metal/post-hardcore, arriva al terzo album “The Only Heaven You’ll Know” a due anni da “Reflections”. Il gruppo questa volta decide di virare verso lidi più tranquilli, rimanendo come base sul metal, ma dando molto spazio ad elettronica e pop. Le parti urlate ci sono, eppure sembrano non avere la stessa importanza, rimanendo marginali: un’eccezione e non la regola. La sofferenza e la disperazione sono i temi caldi che si snodano nel corso delle canzoni, ed è particolare come abbiano voluto scegliere come rappresentazione visiva immagini ed elementi che rimandano a religione e luoghi di culto, sia nell’artwork che nei video musicali, come se si volesse cercare di espiare ogni colpa.
“Lost In The Violence” ci accoglie con i primi scream uniti ad elettronica, ma la parte clean farà da padrona – tolto il finale -, con delle chitarre che tendono al metal ma non osano troppo. “Our Remedy” rimane in un’atmosfera pop, dividendo in modo netto il cantato molto delicato e, nella seconda metà, gli scream. La title track è l’ulteriore conferma della preponderanza della parte clean, in cui rabbia, tristezza e delusione presenti nel testo, senza appesantire troppo la parte strumentale. Da qui abbiamo un netto cambiamento: arriva la tripletta “Closure”, “Sacrifice” e “What Have i Become”, che spingono molto sul lato pop e accennano solo in alcune parti a sonorità più heavy, creando un post-hardcore molto melodico. Qualcosa di più pesante si ha con “Make Me a Martyr”, ma senza mai esagerare, seguita da “Save Us”. “Escape” è la canzone con maggiore componente elettronica, che riesce a mescolarsi benissimo con la parte clean e gli scream. L’album termina con “In Vein” e “Broken Path”, che mantengono una dicotomia equilibrata fra i due stili.
“The Only Heaven You’ll Know” segna un cambiamento per la band, che sembra affacciarsi ad un pubblico più ampio, mostrando un lato più pop. C’è da sottolineare che non esiste un solo brano catchy, ma l’album permette di mantenere alta l’attenzione durante tutto l’ascolto. Da una parte si nota la grande poliedricità dei Caskets ad adattarsi ad un metal più moderno, ma, d’altro canto, chi cercava qualcosa di più rumoroso, questa volta resterà deluso.
Tracklist
01. Lost in The Violence
02. Our Remedy
03. The Only Heaven You’ll Know
04. Closure
05. Sacrifice
06. What Have I Become
07. Make Me a Martyr
08. Save Us
09. Escape
10. In Vein
11. Broken Path



















