will o wisp inusto cover
RECENSIONI

Will’o’Wisp – Inusto

“Inusto”: pittura, letteratura, musica. Basterebbero questi tre termini per descrivere perfettamente l’esperienza multi-sensoriale che i Will'o'Wisp hanno allestito in questo loro quarto album. Dopo le contaminazioni orientaleggianti del precedente “Kosmo”, la band ligure dà alle stampe l’opera più complessa e profonda della propria carriera. Sfruttando gli scritti del pittore, antropologo, diplomatico, archeologo, poeta, scenografo e costumista russo Nikolaj Konstantinovič Roerich, i Will'o'Wisp costruiscono quindici brani che riescono perfettamente a trasporre in musica le sensazioni derivanti dalla lettura delle opere di Roerich. Ma affinché l’immersione nel mondo del proteiforme artista russo sia completa manca ancora l’aspetto visivo. Ecco quindi la riproposizione, nel booklet allegato all’album, di diversi quadri di Roerich.

La creatività proposta in “Inusto” è di tale dirompente varietà che alla formazione canonica dei quattro musicisti si è ben pensato di aggiungere cinque ospiti d’eccezione, come il clarinettista americano Gleb Kanasevich, la soprano Benedetta Torre, il batterista Fernando Cherchi (Segno Del Comando), il violinista Gabriele Boschi (Winterage) ed il tastierista Dario Gisotti (Winterage). L’aspetto violento, tagliente e infiammante dei momenti death metal viene stemperato dalla dolcezza dei passaggi acustici più intimisti, una naturale evoluzione della tecnica di scrittura già mostrata dalla band in precedenza. I Will'o'Wisp guardano lontano, vogliono trasmettere grazie alla loro musica tutte quelle sensazioni che le opere di Roerich sono in grado di suscitare. Un senso di incombente cupezza percorre sottotraccia tutta la lunghezza dell’album, aprendosi al misticismo ed all’esoterismo dei testi del russo che si sposano perfettamente con la proposta sonora dei liguri. Le fughe, le variazioni, le dissonanze sempre diverse che i quattro musicisti riescono a presentare in ogni brano sono l’apice di un processo compositivo maturato nel corso degli anni. Nonostante la complessità delle sue singole parti, “Inusto” riesce ad essere un album dall’immediata assimilazione, capace però di schiudersi un poco di più dopo ogni ascolto, portando l’ascoltatore verso nuove vette, quelle stesse vette dipinte e percorse più volte da Roerich.

Perfetto esempio di commistione di diverse forme artistiche, un’opera che merita di raggiungere quanti più fruitori possibili, “Inusto” è ancora una volta un ulteriore avanzamento, in quanto ad abilità compositiva e fantasia, rispetto a quanto i Will’o’Wisp ci avevano abituato, riconfermando ancora una volta la band ligure tra le più interessanti del panorama tricolore.

Tracklist

01. Kanchenjunga
02. Flame In Chalice
03. Sacred Signs
04. The Calling One
05. Reveal
06. Burning Of Darkness
07. The Spark Of Life And Death
08. Under The Earth
09. Lower Than The Depths
10. Silvery Realm
11. Path To The Shambhala
12. When The East Is Aflame
13. The Beggar
14. Chintamani
15. Treasure Of The Mountains