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RECENSIONI

Aerosmith & Yungblud – One More Time

Il rock torna a ruggire, più feroce che mai

La definirei una convergenza temporale, una vera e propria compenetrazione tra passato e presente; è questo che creano gli Aerosmith e Yungblud, un ponte tra due generazioni distinte che condividono lo stesso alfabeto per creare un nuovo linguaggio ibrido all’interno di uno dei generi che ha maggiormente segnato la musica contemporanea. 

Il loro primo contatto avviene sul palco di “Back to the Beginning”, l’ultima apparizione dal vivo di Ozzy Osbourne, andata in scena il 5 luglio scorso a Villa Park, Birmingham. I tre si ritrovano lì, insieme, per celebrare il Dio delle Tenebre in una serata destinata a diventare storia. L’incrocio si ripete poco dopo agli MTV VMAs 2025, dove duettano in un medley di  “Crazy Train”, “Changes” e “Mama, I’m Coming Home”, un tributo all’artista appena scomparso che incendia pubblico e critica.

Da questi incontri nasce la scintilla che porterà alla collaborazione ufficiale. Un EP di cinque brani che rompe il silenzio discografico della band americana durato ben dodici anni. “One More Time” contiene brani inediti e una rivisitazione di “Back in the Saddle”, uno dei pezzi più celebri originariamente uscito nel 1976 dove l’incalzante sezione ritmica si incastra alla perfezione con un riff firmato Joe Perry, che dimostra non aver perso il suo tocco.

Il progetto affonda le sue radici nelle sonorità del rock anni ‘70. L’immagine è quella di un mangiacassette a cui viene tolta la polvere con un soffio: il sound è sporco, ma caratterizzato da una ventata d’aria fresca. L’intreccio delle voci di Yungblud e Steven Tyler è un motivo ricorrente, limpide ma allo stesso tempo graffianti, creano un pattern dinamico, un gioco di contrasti che diventa tratto un distintivo impossibile da non riconoscere.

Lo si sente già dal singolo “My Only Angel”, uscito anche in una suggestiva Desert Road Version, una variante acustica essenziale e minimale, che restituisce il pezzo alla sua anima più intima. Alterna fragilità e rabbia, lucidità e caos, trasformando ogni strofa in un crescendo pulsante che culmina in un finale liberatorio. È un inno alla contraddizione, tra desiderio e perdita, che  incarna alla perfezione l’equilibrio del progetto: un rock che guarda indietro senza nostalgia e avanti senza paura.

“One More Time” è un’unione di pietre miliari della musica e della loro eredità senza tempo. Da un lato Steven Tyler, classificato 98º tra i 100 migliori cantanti di sempre secondo Rolling Stone e 3º nella classifica “I 100 migliori cantanti metal di tutti i tempi” di Hit Parade, e Joe Perry, inserito da Rolling Stone all’84º posto tra i 100 migliori chitarristi della storia. Dall’altra parte, Yungblud approda a questa collaborazione nel momento di massima ascesa della sua carriera: reduce da un tour mondiale e forte di tre nomination ai Grammy Awards, porta una freschezza che rivitalizza la tradizione degli Aerosmith senza mai snaturarla.

È proprio questo il cuore del progetto: una contaminazione intergenerazionale, un dialogo costante tra mito e futuro, un rito di passaggio in cui il genere rinnova sé stesso restando fedele alle sue origini. E sì, di puristi che avranno da ridire ce ne saranno, ma lasciamoli parlare e facciamoci trasportare dalla carica di adrenalina che solo il rock sa dare.

Tracklist

01. My Only Angel
02. Problems
03. Wild Woman
04. A Thousand Days
05. Back in the Saddle (2025 mix)