L’indie rock viene spesso disegnato come un genere claustrofobico e dissonante, un calderone in cui confluiscono garage rock, punk e grunge e molto altro. Fra i tentativi di renderlo colorito un buon esempio arriva direttamente da casa nostra con il debutto dei marchigiani Design. “Technicolor Noise” è un titolo che si spiega da solo, incentrato sull’intenzione di rivitalizzare un genere dato per morto con la fine dei ’90. I colori sono quelli del trip-hop di “Turn Off The Sun”, le melodie adolescenziali di “Song For Dreamers” e la disco-rock di “Painter”, quanto basta per far spiccare il disco in termini di freschezza compositiva. La band non si limita a volgere lo sguardo al passato e lo dimostra la decisa influenza dei Muse su un pezzo come “Introduce Myself”, traccia che regala passaggi ritmici decisamente interessanti. Pur non brillando per assoluta originalità i cinque marchigiani mostrano di avere le idee chiare in termini di arrangiamenti e struttura dei brani; qualcosa da rivedere invece nella voce un po’ troppo radiofonica, ma al di là di questo i Design dimostrano di saper mantener fede a quelli che sono i loro principi ispiratori, ossia rendere nuovo e innovativo un sound già esistente. Un tentativo ben riuscito che promette sviluppi interessanti.
Tracklist
01. Thinking People
02. (Turn Off The) Sun
03. Fail Better
04. O.P.O.V. (feat. The Shell Collector)
05. Song For Dreamers
06. Hank
07. Painter (feat. Nrec)
08. Introducing Myself
09. Straight At You
10. Empty Rooms
11. Silent Movie (feat. Dex)
12. Rock And Roll Anthem

















